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    Regione: Guagliardi (Rifondazione) chiede rilancio energia eolica

    “In attesa che vengano emanate a livello nazionale le linee guida e che a livello regionale venga redatto un piano di localizzazione eco-compatibile dei parchi eolici, sarebbe opportuno che il Consiglio regionale della Calabria applicasse una moratoria, prevedendo la sospensione delle attività istruttorie relative alla costruzione di nuovi impianti eolici”. E’ quanto chiede Damiano Guagliardi, presidente del gruppo consiliare di Rifondazione Comunista della Regione, in un ordine del giorno relativo all’installazione di impianti di energia eolica sul territorio regionale.
    ”L’iniziativa, che assume carattere urgente – spiega Guagliardi – parte dalla premessa che la produzione energetica in Calabria è ormai diventata una questione determinante per il futuro della regione perché legata al modello di sviluppo che si intende perseguire. Già nell’ultima versione del Piano energetico regionale – aggiunge – emergeva come la Calabria fosse esportatrice di energia in misura del 27% della produzione”.
    “Nel frattempo – prosegue Guagliardi – sono entrate nella fase di esercizio alcune delle centrali termoelettriche a turbogas da 800 megawatt ciascuna, previste dall’accordo di programma tra la Giunta Chiaravalloti e le società Enel, Sondel e Ansaldo. Altre centrali delle stesse dimensioni sono nella fase terminale di costruzione”.
    ”Tali accordi di programma – aggiunge – non sono ancora stati disdetti dalla Regione, anzi continuano a costituire la pietra miliare della politica energetica; è così che la nostra regione è ormai diventata terreno di conquista per le multinazionali dell’energia”.
    Guagliardi ricorda che “il Piano energetico regionale suggerisce, tra l’altro, di puntare sulle energie alternative ed in particolare sull’eolico: data l’esposizione a ventosità del territorio calabrese, si è assistito, negli ultimi anni, ad una proliferazione di proposte di installazione di parchi eolici da parte di molte aziende del settore in quasi tutti i comuni della Calabria. Inoltre, le società operanti nel settore – sottolinea ancora il capogruppo di Rifondazione – al fine di ottenere le concessioni di competenza comunale per l’installazione di impianti eolici, hanno spesso proposto ai Comuni, esercitando su di essi una considerevole pressione, introiti vantaggiosi, proprio in virtù della ristrettezza delle risorse di bilancio, ma che nell’economia più complessiva degli impianti in questione, sono assolutamente minimali”. Dice ancora Guagliardi: “L’attuale Giunta Regionale, per dare una parvenza di regolamentazione del fenomeno, ha adottato, con delibera n° 55  del 30/01/2006, gli indirizzi per l’inserimento degli impianti eolici sul territorio regionale. Indirizzi assolutamente carenti in quanto ci si limita semplicemente a segnalare i siti dove non si possono realizzare impianti a causa di vincoli ‘ope legis’ che coincidono con le aree protette per legge”. In questo senso, secondo Guagliardi “si possono realizzare impianti eolici sul resto del territorio regionale ed è quanto invece sta avvenendo”.
    ”I parchi eolici – precisa Guagliardi – non sono impianti a basso impatto ambientale; si tratta in realtà di impianti costituiti da decine di pali di circa 60 metri di altezza con pale rotanti di circa metri che insieme sono in grado di produrre mediamente attorno a 30 megawatt di energia. Il parco eolico di Tarsia – tanto per fare un esempio – è in grado di produrre quanto la centrale Enel a combustibile di Laino. L’azione di disturbo di detti impianti su flora e fauna è tutt’altro che trascurabile; il paesaggio viene deturpato; la collocazione dei pali e della rete dei cavi da adibire alla raccolta ed adduzione dell’energia elettrica comportano interventi devastanti sul suolo e sul sottosuolo con alterazioni sia geomorfologiche che idrogeologiche. Proprio in virtù di tali valutazioni tecniche – spiega Guagliardi – il Governo centrale ed il Parlamento si stanno attrezzando per la promulgazione di linee guida a carattere nazionale per la regolamentazione di queste installazioni”.
    “Considerato che  i parchi eolici non possono essere distribuiti a pioggia, è invece – conclude Guagliardi – auspicabile che la Regione si doti di uno strumento di pianificazione che indichi con chiarezza quali porzioni del territorio regionale sono idonee a sopportarne l’impatto, escludendo il resto del territorio”.