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    Lutto nella medicina: morto noto cardiologo di Bovalino

    Si e' spento ieri a Roma, nella sua abitazione in viale Medaglie d'Oro, il cardiologo ed elettrofisiologo di fama internazionale Vincenzo Rulli, 79 anni. I funerali si svolgeranno martedi', alle 10.30, nella chiesa di Santa Chiara in piazza dei Giuochi Delfici. In un articolo che sara' pubblicato domani sul quotidiano ''Il Tempo'', diretto da Giuseppe Sanzotta e di cui Rulli era stato collaboratore medico- scientifico, lo ricorda il saggista e scrittore Mario Caccavale. ''Da ieri mattina -scrive Caccavale- il professor Vincenzo Rulli ha lasciato per sempre il suo impegno di sacerdote della medicina. Grande clinico, elettrofisiologo e cardiologo di fama internazionale, e soprattutto amico di tutti i suoi tanti, tantissimi pazienti. La morte del professor Rulli propone un tema sempre dibattuto e sempre attuale: il rapporto umanitario, direi umanistico, fra il medico e il malato''. ''Nato nel 1928 a Bovalino, il professor Rulli era un maestro della scuola classica che vuole il medico -osserva Caccavale- sempre piu' ricco di scienza e di conoscenza degli strumenti diagnostici, ma senza mai smarrire coscienza dell'uomo, prima ancora che del malato. Il quale non era per lui un uomo dimezzato, privo di dignita' intellettuale, insomma una rognosa pratica da espletare, ma un uomo in difficolta', da amare e rispettare come un figlio o un fratello. L'intera vita di Vincenzo Rulli, vero e insigne caposcuola della riabilitazione cardiologica, primario emerito del San Camillo e autore di saggi e monografie sulle maggiori riviste scientifiche internazionali, si e' mossa fra queste due polarita': cura scrupolosa del malato e quotidiana attenzione agli strumenti, teorici e diagnostici, che la scienza e la tecnologia offrono''. ''Sono stato suo grande e grato amico. Con lui -ricorda Caccavale- ho pubblicato un libro (''Intervista sul cuore e dintorni'', Adnkronos libri) per rispondere alle tante domande che i malati vorrebbero rivolgere al medico, ma alle quali il medico d'oggi, anche lui vittima di una vita accelerata, non ha il tempo, ne' a volte la pazienza, di dare risposte. Quel libro e' stato un viaggio di due amici – uno scienziato missionario, l'altro scrittore profano – attraverso i segreti del cuore. Un modo per tentare di prevenire la malattia o, quando se ne e' colpiti, cercare di affrontarla senza ansie e con speranza''. ''Fisicamente Enzo e' mancato ieri mattina all'affetto dei suoi cari e dei tanti amici e pazienti che lo amavano. Moralmente, invece, Enzo aveva smesso di vivere in quel giorno di Ferragosto dello scorso anno, quando la compagna di una vita, l'indimenticabile Carla, aveva cessato di respirare nella loro casa nel verde degli Altipiani di Arcinazzo. Nella nostra ultima telefonata, un testamento di clinico cosciente del suo male e di uomo sereno e onesto che non lasciava conti aperti, mi ha salutato con parole che li' per li' ho voluto respingere. «Attendo, Mario, di raggiungere la mia Carla. Insieme saremo una scintilla nel mistero dell'universo». In questa ora di ricordi, malinconici ma anche lieti-sottolinea Mario Caccavale- il pensiero va a tutti i suoi cari. Al figlio Francesco, migliore discepolo del padre nella scienza e nell'arte medica, alle amatissime figlie Monica e Cecilia, al figlio Paolo, avvocato di successo, al genero Marco Sacchi, stimato primario di chirurgia generale all'ospedale S. Maria Goretti di Latina, e alle nuore Carla Ciuffetti, affermata pediatra, e Alessandra Muzi. E ai nipoti tutti. A te, Enzo carissimo-conclude Caccavale- un estremo grazie di tutto cuore da un amico che ti ha dato poco, le sue parole, e a cui ha dato molto''. (Red/Opr/Adnkronos)