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    De Rose (Confindustria Calabria) esprime preoccupazione per DPEF 2008

    La Confindustria calabrese segue con particolare attenzione ed anche con qualche preoccupazione per la Calabria, il DPEF 2008/2011 che il Governo ha licenziato. Le preoccupazioni, secondo Umberto De Rose, Presidente degli industriali calabresi, nascono dalla constatazione di un lento quanto graduale allontanamento delle scelte del Governo nei confronti del Mezzogiorno e della Calabria. Se nei precedenti documenti di programmazione l'obiettivo era quello di attestare la spesa in conto capitale nel Mezzogiorno al 45% del totale, l'attuale DPEF, dopo la riduzione gia' registrata lo scorso anno, decrementa ulteriormente ed inspiegabilmente la dotazione al 41,1%. Peraltro, prosegue De Rose, la causa principale di una tale situazione e' da ricercare nel basso concorso della spesa ordinaria soprattutto nel settore pubblico allargato (con particolare riferimento ad ANAS e Ferrovie) il cui livello di spesa si attesta, nel Mezzogiorno, ben al di sotto del 30% del totale. Tale situazione conduce all' assoluta mancanza di ogni intervento di carattere ordinario e ad una sua sostituzione con i fondi di carattere ''straordinario'' – risorse comunitarie e nazionali – che invece dovrebbero avere carattere aggiuntivo e non sostitutivo. Una riprova di cio' e' data in particolare dal capitolo riguardante le infrastrutture, per le quali l'investimento complessivo previsto ammonta a 6,7 miliardi di Euro, ma la cui fonte finanziaria indicata si riconduce esclusivamente ai Fondi strutturali ed al Fondo Aree Sottoutilizzate che costituiscono il PON reti e mobilita'. L'unico accenno di intervento ordinario riguarda il completamento della Salerno Reggio Calabria il cui inammissibile ritardo tanto disagio sta procurando alla comunita' ed all'economia calabrese. Inoltre, aldila' di un generico richiamo alla reintroduzione del credito d'imposta, non ci sono indicazioni programmatiche relative ne' alla declinazione nel Mezzogiorno del nuovo sistema di interventi di Industria 2015, ne' ad un piu' ampio ricorso alla fiscalita' compensativa ne', soprattutto, alcun accenno al rafforzamento della presenza industriale ed allo sviluppo dell'occupazione nelle regioni meridionali. ''Sono queste le preoccupazioni, conclude De Rose, che ho espresso ieri a Roma nel corso dell'Assise dei Presidenti regionali di Confindustria – trovando condivisione – e che esprimo, oggi, alla deputazione ed alle forze politiche calabresi che, come imprenditori, invitiamo ad attivarsi affinche' la Calabria non si trasformi da figlia prediletta in figlia (ASCA)