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    “Why not”, staff Adamo: “Mai versate mazzette”

    Lo staff del vice presidente della Giunta regionale calabrese smentisce, in una nota, quanto dichiarato da una teste nell'ambito dell'inchiesta "Why Not" della Procura di catanzaro, in ordine alla consegna di somme di danaro prelevate dagli sipendi dei collaboratori a consiglieri regionali ed assessori. Il comunicato e' stato diffuso da Nicola Gargano, responsabile ufficio del gabinetto della vicepresidenza, per conto dei componenti del gabinetto e delle strutture speciali di Nicola Adamo ""Noi componenti del gabinetto e delle strutture speciali del vicepresidente della Regione Calabria, Nicola Adamo, riteniamo doveroso – si legge in un comunicato – intervenire sulle affermazioni rese dalla teste, che si dichiara sposata con il giudice che ha arrestato illegittimamente il consigliere regionale Franco Pacenza, nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Catanzaro sulla gestione di fondi pubblici, in merito alla pratica secondo la quale noi collaboratori avremmo versato somme di danaro all'on. Nicola Adamo. Le dichiarazioni rese dalla signora Daniela Marsili in ordine a presunte "mazzette" che Adamo pretenderebbe dai noi, per quanto ci riguarda, sono da ritenersi assolutamente false e infamanti. Noi sottoscritti – e' scritto nella nota – siamo collaboratori del vicepresidente Nicola Adamo da anni e mai ci siamo trovati di fronte a richieste di questo tipo. Ancor piu' grave ci appare quanto dichiarato sempre dalla stessa teste e come riportato dalla stampa nazionale e regionale che addirittura, alcuni di noi, avrebbero "conti correnti cointestati con lo stesso assessore" e che sempre, a detta della teste in questione, 'le somme da noi versate venivano incassate da due dei suoi principali collaboratori, Giulio Grandinetti e l'ingegner Guzzo'. Anche in questo caso – si fa rilevare – si tratta di dichiarazioni farneticanti la cui falsita' e' facilmente riscontrabile. Addirittura di questo ingegner Guzzo disconosciamo l'identita' e non ci risulta assolutamente che sia tra i conoscenti e amici dell'on. Adamo". componenti dello staff di Adamo affermano di aver gia' dato mandato a un legale di fiducia, l'avvocato Giovanni Mosca del Foro di Catanzaro, "affinche' proceda per denuncia-querela per diffamazione a mezzo stampa e calunnia, con relativo risarcimento danni. Affermiamo altresi' – continua la nota – che, se l'impianto di questa inchiesta risponde alla stessa logica della teste che ha rilasciato le false e farneticanti dichiarazioni, almeno per quanto ci riguarda, vi e' motivo allora di credere che tale inchiesta sia una macroscopica 'caccia all'uomo' nei confronti del vicepresidente Nicola Adamo, di cui conosciamo la rettitudine morale e politica e al quale riconfermiamo tutta la nostra stima, ancora piu' rafforzata dalla energica azione di governo profusa dallo stesso, finalizzata a mettere in campo atti e riforme essenziali per cambiare e rinnovare la Calabria". (AGI)