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    “Why not”, parla Scarpellini

    La Procura di Catanzaro indaga da mesi su una presunta loggia massonica coperta di San Marino e su un giro di truffe collegate a sostanziosi finanziamenti pubblici. L'inchiesta del pm Luigi De Magistris posa sulle dichiarazioni di una ''gola profonda'' che ha accusato molti personaggi influenti dell'imprenditoria meridionale. ''La signora, con le sue accuse, pero', ha colpito anche lungo il Rubicone: Piero Scarpellini da Rimini (anche se e' nato a Cesena), classe 1950 e laurea in lettere. Un indagato come gli altri se il suo nome non fosse collegato da anni a quello di Romano Prodi''. Inizia cosi', su ''Panorama.it'', l'intervista fatta all'imprenditore finito nell'inchiesta sul comitato d'affari sul quale ha acceso i riflettori la Procura di Catanzaro e culminata con una raffica di perquisizioni e avvisi di garanzia. Scarpellini attende di essere convocato dagli inquirenti e spiega alla testata on line la natura dei suoi rappoorti con il premier e la sua attivita'. ''Io -spiega Scarpellini al giornalista di 'Panorama.it' Giacomo Amadori- lavoro a San Marino e, da molti anni, ho un rapporto a livello personale con il presidente Prodi. Capisco il vostro interesse e i vostri sillogismi: la Repubblica del Monte Titano e' una zona chiacchierata; Scarpellini lavora la' ed e' legato al presidente; conclusione: Scarpellini e Prodi fanno un giochetto poco chiaro. Voi fate il vostro mestiere? ''. Alla domanda se e' vero che sia consulente di Prodi, Scarpellini replica: ''Negli ultimi anni sono diventato il consulente per le questioni africane. Lo ripeto: seguo le questioni africane, questo e' il mio lavoro'', taglia corto Scarpellini.E alla domanda se lo fa gratuitamente, risponde: ''E se uno fosse anche pagato? Comunque lo faccio gratuitamente, visto che ho gia' un mio stipendio?''.  (Adnkronos)