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    “Why not”; Michelangelo Tripodi respinge le accuse

    Dall'assessore regionale, Michelangelo Tripodi, accusato dalla teste Marsili nell'ambito dell'indagine "Why not", riceviamo e pubblichiamo:

    In riferimento alle odierne notizie di stampa che riportano le dichiarazioni rilasciate alla Magistratura dalla sig. ra Daniela Marsili, si respinge con la massima fermezza e determinazione qualsiasi tentativo di gettare fango e discredito sull’immagine e sulla moralità del sottoscritto e del PdCI che si trova incredibilmente chiamato in causa in quella che, per quanto ci riguarda, si configura come un’operazione  di carattere scandalistico.
    La storia politica e personale del sottoscritto parla chiaro ed è stata sempre caratterizzata da comportamenti limpidi e trasparenti. 
    Rispetto al merito della questione si precisa che i militanti e i dirigenti del Partito dei Comunisti Italiani, com’è prassi consolidata, versano spontaneamente al Partito e ai suoi gruppi consiliari contributi derivanti dagli incarichi a cui sono stati chiamati.
    I primi a praticare questo comportamento sono gli eletti del Partito a tutti i livelli e senza alcuna eccezione.
    Il sottoscritto, per citare un caso concreto, versa mensilmente al Partito una quota fissa dell’indennità percepita per l’incarico istituzionale ricoperto.
    E poiché non c’è nulla da nascondere si fa presente, per esempio, che soltanto nell’anno 2006  il sottoscritto ha versato al Partito l’importo di euro 36.000,00.
    Questa modalità di comportamento rappresenta una caratteristica che distingue e differenzia i comunisti e di essa ne siamo oltremodo orgogliosi.
    Rivendichiamo, pertanto, questa condotta che costituisce ed evidenzia la concreta diversità dei comunisti.
    E’ grazie a questa concezione della politica che il nostro Partito, povero di mezzi e di risorse finanziarie, riesce a sopravvivere e a sviluppare la sua attività politica ed istituzionale.
    Peraltro, è noto a tutti che il Partito dei Comunisti Italiani e i suoi gruppi consiliari si regge, per la gran parte, sul contributo volontario e spontaneo degli eletti e di quanti svolgono incarichi o lavorano, su indicazione del Partito, presso enti o strutture istituzionali.
    Inoltre, il sottoscritto, nel sottolineare il limpido e lineare comportamento tenuto, fa presente che, perfino, la propria struttura speciale che potrebbe essere composta da n. 6 unità è, invece, effettivamente costituita allo stato attuale da n. 3 persone.       
    Vieppiù, per quanto riguarda il sottoscritto e  per completezza di informazioni, si ritiene opportuno ricordare che, all’epoca
    dell’approvazione della legge che aumentava le indennità dei consiglieri regionali, ha disposto, come facilmente verificabile presso la Ragioneria del Consiglio Regionale della Calabria, per tutto il periodo rimanente della scorsa legislatura (circa due anni), il versamento mensile della quota dell’aumento a favore della Cooperativa sociale “Marzo ‘78”, con sede in Reggio Calabria,  per  finanziare un progetto per i minori a rischio.
    Infine, si comunica che il sottoscritto ha già dato mandato ai propri legali di fiducia di querelare ogni persona che con spregevoli calunnie abbia inteso deviare il corso della giustizia e ledere l’immagine e l’onorabilità
    politica e personale del sottoscritto e dell’intero Partito dei Comunisti Italiani.