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    “Why not”, Bruno (Dl): “Csm non può non accorgersi di cosa accade nella gestione delle indagini!”

    bruno"A questo punto, dopo l'ultima inchiesta giudiziaria di Catanzaro, mi chiedo se la magistratura può non accorgersi di quanto sta accadendo in Calabria nella gestione di alcune indagini". Lo afferma il senatore dell'Ulivo Franco Bruno, coordinatore della Margherita in Calabria, a proposito dell'inchiesta del pm di Catanzaro Luigi de Magistris. "La tutela della credibilità e dell'imparzialità dell'ordine giudiziario è un


    bene troppo prezioso – sostiene il leader dei Dl calabresi – per non essere difeso strenuamente anche quando gli anticorpi degli organismi di autogoverno non riescono ad attivarsi con celerità. L'abnormità di tutta la vicenda, l'ingerenza evidente e più volte dichiarata pubblicamente rispetto a funzioni di regolazione sociale, la degenerazione del meccanismo messo in piedi da pochissimi magistrati inquirenti, da certi operatori dell'informazione e da pezzi della politica, pone un problema fondamentale: oggi questi comportamenti rischiano di portare nocumento e discredito a tutta la magistratura, compresa a quella che assiste attonita ed impotente". "In questo clima – avverte ancora Bruno – persino fatti penalmente rilevanti finiscono con l'annacquarsi e non essere doverosamente perseguiti. Non c'è mai un processo, non c'è mai un rinvio a giudizio, ci sono solo indagini su indagini, filoni su filoni, perquisizioni negli stessi luoghi, intercettazioni al limite del vouayerismo e teoremi indimostrati e pregiudiziali. Così non si può più andare avanti. Soprattutto quando aleggia il sospetto di atti funzionali a lotte e posizioni personali interne di cui ormai si parla apertamente e pubblicamente. Così rischia la magistratura, così rischiano tutte le istituzioni, così rischia la democrazia". "Intervenga il Csm – è la sollecitazione di cui Bruno si fa interprete – con celerità e senza alcun condizionamento. Intervenga ed emetta una posizione di chiarezza rispetto a quella che, comunque vada, finirà per rappresentare un'ingloriosa pagina della civiltà giuridica nazionale". (Apcom)