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    “Why not”, attacca anche Ministro Mastella

    "Ho avuto notizia che saranno domani pubblicati dalla stampa brani di conversazioni che sarebbero intercorse tra me ed un imprenditore indagato dall'autorita' giudiziaria di Catanzaro, le cui utenze erano evidentemente sottoposte a controllo". Lo afferma il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, aggiungendo che "emergera' chiaramente dal contenuto di tali conversazioni la loro assoluta irrilevanza, non avendo mai avuto con l'interessato rapporti di affari", e sottolineando che "cio' che e' veramente grave in tale vicenda e' invece l'ennesima, indebita divulgazione di intercettazioni disposte nel corso di indagine penale e nelle quali e' parte un parlamentare". "Vicenda grave sia nel caso che le telefonate in questione siano state utilizzate dall'autorita' giudiziaria in assenza del necessario provvedimento autorizzativo del Parlamento sia, ed ancor piu', nel caso in cui le stesse siano state fraudolentemente divulgate da chi ne abbia avuto a vario titolo la disponibilita', col duplice pregiudizio -rimarca Mastella- delle specifiche garanzie costituzionali e del dovere generale di tutela della riservatezza. Aggiungo -conclude Mastella- che, poiche' le indagini sembrano riguardare un cosiddetto comitato affaristico-massonico, come e' a tutti noto, sono dal 1947 affiliato alla loggia massonica di Ceppaloni''