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    “Rhegion 2010”, proroga chiusura al 15 luglio

    Chiuderà il 15 luglio “Reghion 2010”, la mostra che dal 12 maggio sta arricchendo le sale di Villa Genovese Zerbi e la cui conclusione era stata fissata al 20 giugno.
    “La città in mostra”: questo lo slogan con il quale si è presentato il percorso culturale incentrato sui progetti pianificati o già realizzati dall’Amministrazione Comunale e che stanno delineando il nuovo volto della città dello Stretto. Ed è stato proprio l’interesse che reggini e turisti hanno dimostrato nei confronti delle opere in esposizione a dettare la proroga.
    Si potrebbe sintetizzare come un viaggio nella Reggio del futuro l’essenza di “Reghion 2010”; esposizione che traccia le evoluzioni e le trasformazioni che riguarderanno, nell’immediato futuro, la Città, non disdegnando uno sguardo verso quei passaggi che ne hanno scandito il passato. Il percorso culturale, in altre parole, coniuga la tradizione all’innovazione e collega in un unico filo conduttore presente, passato, futuro.
    Ed ecco, al piano terra, “Nuova Urbanità: tra memoria e utopia possibile”, e poi al primo piano “Interpretare i vuoti urbani: le piazze”  e “Qualificare con il mutamento: sport, tempo libero, cultura, istruzione”.
    Tre sezioni che fanno di Reggio Calabria “l’opera” esposta con i suoi edifici, le strade, gli spazi urbani, le nuove strutture, pensate, realizzate o in via di completamento sia per il centro cittadino sia per i rioni periferici, secondo quanto programmato da Palazzo San Giorgio. A questo si aggiungono suggestivi video sul periodo che va dalla fine dell’‘800 agli anni ’70, e che ripercorrono i luoghi della memoria confrontando i modi di vita di allora a quelli odierni.
    Ed il successo riscosso da Reghion 2010, ad poco più di un mese dalla sua apertura, attesta il rinnovato interesse dei reggini per la loro Città: basti pensare che la mostra è stata già ammirata da quasi 6000 visitatori, tra cui alcune scuole, che hanno anche usufruito delle visite guidate ed anche numerosi turisti.
    E’, altresì, testimonianza dell’attenzione verso la mostra, la cosiddetta stanza dei “pensieri in libertà”, allestita all’interno della Villa e concepita come un contenitore di idee, suggerimenti, riflessioni che ogni ospite dell’esposizione può apporre su un’apposita bacheca. (ROTO SAN GIORGIO)