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    Il profilo di Luigi De Magistris

    C'e' un filo che collega le Procure della Repubblica di Catanzaro e Potenza. Un filo che fa capo a due magistrati ''scomodi'' perche' entrambi titolari di inchieste che vedono indagati politici ed amministratori pubblici. Inchieste che hanno al centro, soprattutto, l' utilizzo distorto di fondi pubblici ma anche la presenza inquietante di logge massoniche come collante del potere. I due magistrati sono Henry John Woodcock e Luigi De Magistris, due pm d' assalto. I due sono amici ed entrambi napoletani ma lavorano in due procure di piccole citta' del sud che hanno ormai raggiunto la notorieta' delle grandi procure nazionali ai tempi delle grandi inchieste sull'utilizzo del potere in Italia. Di Woodcock si sa piu' o meno tutto. De Magistris, forse, e' meno noto, sul piano nazionale, rispetto al suo collega potentino. L' inchiesta che oggi ha portato all' esecuzione di venti perquisizioni e che rischia di determinare un terremoto sul piano politico nazionale potrebbe, pero', cancellare questo gap. C' e' un record, tra l' altro, che riguarda De Magistris e che nessun magistrato, neppure Woodcock, puo' vantare. Sul suo conto sono state presentate alcune decine di interrogazioni da parte di parlamentari del centrodestra finalizzate a dichiararne l' incompatibilita' ambientale e quindi l' allontanamento dalla Procura della Repubblica di Catanzaro. Alcune interrogazioni hanno fatto scattare ispezioni personali il cui esito, pero', anche quando era in carica il governo di centrodestra, non si e' mai concretizzato. Nel mirino di De Magistris alcuni politici di livello nazionale come il segretario dell' Udc, Lorenzo Cesa; l' ex presidente della Regione Calabria, Giuseppe Chiaravalloti, importanti esponenti di An come l' ex assessore all' Agricoltura della Regione Calabria, Giovanni Dima, e Giovambattista Papello, vicino a Maurizio Gasparri. Ma non ci sono soltanto esponenti di centrodestra tra gli indagati di De Magistris. Nell' inchiesta che ha portato alle perquizioni di oggi c' e' anche il vicepresidente della Regione Calabria Nicola Adamo, esponente di punta dei Ds calabresi. In una delle sue inchieste, inoltre, e' coinvolto il presidente della Regione, Agazio Loiero, ex Margherita, oggi capo del Pdm e componente del Comitato dei 45 del Partito democratico. De Magistris e' diventato, inevitabilmente e forse suo malgrado, il referente degli ambienti politici calabresi che si prefiggono la moralizzazione della vita pubblica. Lui si e' sempre schermito. ''Il mio fine – dice – e' solo la ricerca della giustizia''. Ha sempre rigettato l' accusa, mossagli da ambienti politici sia di destra che di sinistra, di ricercare con le sue inchieste finalita' politiche. E soprattutto ha sempre detto di non avere velleita' politiche. ''Voglio continuare – dice – a fare il magistrato. La politica non mi ha mai interessato. Mio nonno era un magistrato e magistrato era anche mio padre. Io cerco soltanto di continuare la loro opera, nel solco di una tradizione familiare che e' sempre stata al servizio dello Stato e della giustizia''. (ANSA)