Cala il sipario sulla prima edizione della Fiera ‘Rosa’ e del ‘Salone nazionale delle Pari Opportunità, rassegna dedicata agli stili e alla cultura della donna che, in occasione dell’anno europeo dedicato alla parità, ha visto presenti, a Udine, rappresentanti di Enti pubblici e privati nonché di organizzazioni e associazioni che si occupano della promozione del ruolo della donna.
Con propri stand, erano presenti, tra gli altri, il Consiglio regionale e la Commissione per le Pari Opportunità della Regione Marche, la FIDAPA, Donne impresa Confartigianato Udine, ma anche la Polizia di Stato, la Guardia di Finanza e le Poste italiane.
La presidente della Commissione per le Pari Opportunità Antonia Lanucara, ha commentato: “Alla Fiera ‘Rosa’ abbiamo avuto modo di apprendere che seppur ricca e senza disoccupazione, Udine è una città nella quale tuttavia si scontano ancora in maniera vistosa le caratteristiche che sono fondanti per un politica in libertà di genere. E’ paradossale che rispetto alle questioni della parità e del loro futuro, le donne di Udine, in quanto abitanti di una zona fortemente sviluppata, debbano affrontare ancora gli stessi problemi delle donne calabresi. A Udine come a Reggio Calabria, la libertà delle donne rispetto alla riproduzione e rispetto alla loro diretta partecipazione al mondo della politica e dei luoghi dove si decide, permane a tutt’oggi insufficiente e il cammino, ancora tutto in salita”.
Nella città che è considerata la ‘capitale’ del Friuli, è stato ribadito che senza le donne non si va da nessuna parte. Il loro contributo è determinante e necessario per raggiungere traguardi di effettiva democrazia e di piena giustizia. Lo stesso Santo Versace, presente alla fiera, ha sentito il bisogno di ribadire che le donne sono leva e motore del progresso italiano. Ed è significativo che proprio dalla Calabria, regione attestata sul primato negativo del più alto tasso di disoccupazione femminile d’Italia e d’Europa e dell’assenza delle donne dai luoghi istituzionali e delle decisioni, siano giunte denunce, esortazioni e, soprattutto iniziative per fronteggiare l’emergenza. I progetti messi a punto dalla Commissione per le Pari Opportunità, acquistano anche il senso “di un monito che interpella il Parlamento e il Governo del Paese”. “Quella della Calabria – ha commentato Lanucara – è stata una fra le voci più forti e autorevoli riecheggiate a Udine. Rappresentata dalla Commissione regionale per le Pari Opportunità la Calabria ‘non è rimasta seduta in platea’, ma ha svolto un ruolo attivo, additata da tutti come ‘esempio di dinamismo e vivacità’”. La presidente Lanucara ha partecipato a tutti gli incontri e la Calabria è stata l’unica regione ad ottenere, dentro la fiera, uno spazio autonomo di dibattito con la presentazione del Piano Straordinario per il lavoro femminile in Calabria. Parole di apprezzamento sono state espresse nei confronti della presidente Lanucara, per la ‘forza dell’eloquio, la passione politica e la tenacia e la determinazione nel modo di accostarsi ai problemi delle donne”.
Ed è già tempo di consuntivi. “Intanto – ha proseguito Lanucara – i dati emersi a Udine fanno irruzione all’interno dell’ 8 marzo, introducendo nuovi motivi di riflessione. Inorgoglisce l’ampio successo e i generali consensi ottenuti dalla nostra delegazione che ha saputo ben rappresentare la Calabria e le sue istanze, benché a questo nostro impegno e a questi sforzi, non corrisponda purtroppo un adeguato riconoscimento della politica. La Calabria, possiamo dirlo senza tema di smentita, in Friuli ha brillato. A Udine abbiamo saputo portare una Calabria orgogliosa di lavorare per colmare il gap dell’occupazione femminile, dando prova che le donne sono capaci di fare politica in maniera normale”.
Antonia Lanucara ha così concluso: “Udine ha saputo metter in vetrina il meglio del suo patrimonio artistico e culturale, offrendo agli ospiti giunti da ogni parte calorosa accoglienza. Ma l’incontro in Friuli resta solo una tappa di un percorso che è ancora tutto da compiersi. Lo scambio di esperienze e di idee reso possibile dagli incontri udinesi, saprà stimolare un nuovo procedere che deve vedere protagonisti enti pubblici e private associazioni nella nostra Nazione che chiede il rispetto e l’allargamento dei diritti e delle Pari Opportunità. Il Consiglio e la Giunta regionali, in tal senso, sicuramente daranno prova di una svolta politica che metta al centro i diritti e i bisogni di donne e uomini”.




