''Chiedo di sapere se stiamo assistendo ad un'eutanasia o ad un'autoestinzione di una Stazione Sperimentale che ha una storia di tutto rispetto ed insiste in un'area geografica e sociale che avrebbe bisogno di essere sostenuta ed aiutata, e non di vedersi spogliare dell'unica realta' del Mezzogiorno distintasi nella ricerca scientifica applicata avanzata'': cosi' si conclude il testo dell'interrogazione a risposta scritta, presentata dal sen. Pietro Fuda al Ministro Bersani per conoscere il futuro della Stazione sperimentale per l'industria delle essenze e dei derivati agrumari (SSEA), istituita a Reggio Calabria nel 1918, e che, a quanto si dice, starebbe per essere chiusa. Delle otto Stazioni sperimentali presenti sul territorio nazionale quella di Reggio e' stata tra le prime a dare ''risposte importanti al mondo scientifico'' in svariati settori, tra cui quelli dei processi di estrazione e di produzione delle essenze agrumarie e di produzione dei derivati agrumari. Fuda ricorda al Ministro che fin dal 2000 l'allora Direttore della SSEA aveva sollevato al Ministero ''la necessita' di individuare nuove competenze per inserirsi in altre fette di mercato'', sottolinendo ''l'urgenza, a seguito della forte contrazione del settore agrumario, di riferimento della SSEA, di una revisione dei compiti istitutivi, chiedendo l'ampliamento dei settori industriali di riferimento'': acque minerali e bibite analcoliche, caffe' e derivati, alimenti dietetici, alimenti addizionati di vitamine e/o minerali ed integratori. Dal 2000 al 2005 molte missive e richieste ufficiali partirono da Reggio Calabria verso Roma, tutte ''completamente inevase''. Per queste ragioni il sen. Fuda chiede a Bersani non solo le ragioni del silenzio del Ministero di fronte alle ''continue sollecitazioni ad un ampliamento e ad un riposizionamento della SSEA per evitare di portarla allo sfascio a causa di una crisi prevista e prevedibile'', ma anche di chi siano eventuali responsabilita'.




