Nel partito dei Ds della Calabria, secondo la Sinistra dei Ds della Calabria, ci sarebbe un clima ostile nei confronti di chi ''la pensa diversamente ed esprime una valutazione critica'' rispetto alla nascita del Partito Democratico. ''Si fa presto – sostiene una nota – a rappresentare il 100% di chi resta, cioe' di se stessi, mentre tanti compagni e compagne vengono spinti all'abbandono della militanza e dell'impegno politico. Il coordinamento calabrese della mozione Fassino ha fatto sapere, con grande enfasi, che, sui primi 46 congressi di sezione svoltisi in Calabria sino ad ora, essa avrebbe raggiunto l'85% dei consensi. Non e' motivo di particolare vanto ostentare 'maggioranze bulgare' che certo non aiutano a costruire credibilmente un partito pluralista e aperto, e unito nella sostanza. In realta' mentre si sostiene di voler dar vita ad un 'partito democratico', per le modalita' concrete messe in atto e per gli scenari che si prospettano, esso appare sempre piu' simile ad un 'partito neodemocristiano'''. ''Tesseramento gonfiato, come la vicenda – prosegue – della federazione di Vibo Valentia testimonia, e tutti sanno che non e' l'unico caso; congressi trasformati da luoghi di discussione e riflessione a referendum pro segretario; vecchi vizi della sinistra da ''centralismo democratico'' che vanno a sommarsi con quelli da signori delle tessere di democristiana memoria; questo il panorama in molti casi prevalente e per niente attraente che offre la maggioranza fassiniana dei Ds in Calabria. In questo quadro meraviglia come non abbiano raggiunto il 110%. I compagni e le compagne che fanno riferimento alla mozione Mussi non si arrendono alla impossibilita' di cambiare''. ''La loro collocazione ed identita' a sinistra – conclude – si manifesta esattamente nell'impegno a cambiare la Calabria, la politica nella nostra regione ed anche i Ds''. (ANSA)




