C'era una storia nella storia.
La storia che faceva da contenitore era rappresentata dal congresso dell'Udeur e quella contenuta che, invece, faceva rima con Michele Raso, assessore della Giunta Scopelliti, da tempo in bilico tra destra e sinistra, tra direttive romane e decisioni personali.
Il congresso dell'Udeur, che ha acclamato Mallamaci come segretario provinciale, era il Rubicone di Raso e proprio sulla linea di confine del fiume elettorale lo aspettavano in tanti.
Erano numerosi quelli convinti che Raso avrebbe salutato i compagni di viaggio di cinque anni per adeguarsi alle indicazioni di Mastella, ma anche coloro i quali pensavano che l'assessore di Scopelliti avrebbe tratto l dado e, con esso, lo strappo dal partito non erano pochissimi.
Alla fine hanno avuto ragione i secondi, con ovvia soddisfazione di Giuseppe Scopelliti.
"Abbandonando questa esperienza per tornare alle ferree logiche di partito e di schieramento, non soltanto si tradiscono gli interessi della comunità" – ha detto Raso motivando la sua decisione- "ma si compie un imperdonabile errore politico".
Stando così le cose è giunto l'aut aut di Raso: o cambiano le cose (in buona sostanza il diktat mastelliano di fare corpo con l'Unione) o le strade dell'assessore di Scopelliti e dell'Udeur si separeranno.
E così sarà.
