In merito alla notizia dell'avviso di garanzia a carico del sen. Fuda, pubblicata da "Il Giornale", lo stesso senatore ha diramato il seguente comunicato: «Nei prossimi giorni leggeremo su alcuni giornali nazionali che le torri gemelle sono state abbat-tute, o che è crollato il muro di Berlino. Lo scoop giornalistico pubblicato stamattina su “il Giornale” fa riferimento ad una vicenda di qualche anno fa. Notizia che voi, quotidiani locali, avete ampiamente trattato, con tanto di pubblicazione di ampi stralci delle centinaia e centinaia di pagine di intercettazioni ambientali. Tra le intercettazioni, alcune di quelle pubblicate riguardavano anche le mie considerazioni politiche fatte in due o tre diverse circostanze: le ho lette, credo in parte (mi dicono che in alcune si parlasse male di me), come le hanno lette tutti. A fronte di quelle intercettazioni non ho mai ricevuto comunicazioni, né tantomeno avvisi di garanzia, né sono mai stato interrogato come persona informata sui fatti. Come è più che noto (anche questa notizia è stata pubblicata su tutti i giornali locali), i miei colleghi parlamentari sono stati completa-mente scagionati lo scorso anno. Io, ovviamente, non sono stato minimamente coinvolto. Altro non so.
Ma certo mi sorprendono i tempi. Soprattutto perché molti pensavano che Prodi si presentasse al Senato questo pomeriggio, mentre, anche questa notizia è stata ampiamente pubblicata, ha ottenuto la fiducia ieri sera. E proprio ieri sera, poco prima del voto, ho ricevuto la telefonata del redattore del quotidiano della famiglia Berlusconi che mi chiedeva una dichiarazione in merito a quella già nota vi-cenda di alcuni anni fa. Mi pare che ci sia stato, quantomeno, un problema di tempistica. E mi pare anche che, andando a cercare scoop nella procura di Catanzaro, ci possano essere cose molto più se-rie ed attuali cui dare rilevanza nazionale.
Non so che interpretazione dare a questo retro-scoop giornalistico privo di fondamento: confermo comunque quanto ho dichiarato ieri sera al redattore, e ribadisco che non sono mai stato interrogato, né ho mai ricevuto avvisi di garanzia. Almeno dalla magistratura».




