La faida tra le famiglie Nirta-Strangio e Pelle-Vottari di San Luca, esplosa nuovamente a Natale scorso quando in un agguato e' stata uccisa una donna ed altre tre persone, tra cui un bambino di cinque anni, sono rimaste ferite, avrebbe potuto provocare un'altra vittima. E' questa l'ipotesi su cui stanno lavorando gli investigatori del Commissariato di Bovalino della polizia, alle prese con un misterioso episodio accaduto il 2 marzo scorso, ma scoperto solo ieri. Grazie ad una telefonata anonima, gli agenti hanno infatti accertato che venerdi' sera 21 colpi di kalashnikov sono stati sparati contro il portone di una palazzina in cui vivono sei famiglie. Le modalita' dell'assalto, il fatto che nessuno abbia dato l'allarme e la circostanza che nell'edificio vive il suocero di una delle persone che, secondo la polizia, potrebbero essere coinvolte nella faida inducono gli investigatori a pensare che si sia trattato di un tentato omicidio piu' che di una intimidazione. L'uomo, interrogato, ha raccontato che al momento del fatto si trovava in casa. I colpi, praticamente un intero caricatore, sono stati sparati quando il portone era aperto come se se l'obiettivo si trovasse all'interno. Sul luogo, comunque, non sono state trovate tracce di sangue e nessuno si e' fatto medicare per ferite d'arma da fuoco negli ospedali della zona. Anche se gli investigatori non hanno elementi per privilegiare una pista sull'altra, l'ipotesi e' che i colpi potessero essere destinati proprio al genero dell'uomo che vive nella palazzina e che da settimane si e' reso irreperibile. Dopo l'agguato di Natale, infatti, la gran parte degli esponenti maschi delle famiglie Nirta-Strangio e Pelle-Vottari si sono allontanati dalle proprie abitazioni sia per evitare controlli che per evitare di essere coinvolti in eventuali reazioni. (ANSA)




