Nuova protesta dei marittimi dei sindacati autonomi Orsa Navigazione e Sasmant contro la politica di tagli e dismissioni nello Stretto di Messina da parte di Rfi e per chiedere maggiore sicurezza per lavoratori e pendolari che ogni giorno sono costretti a spostarsi tra la Sicilia e la Calabria. Stamattina alle 6 hanno comninciato bloccando il monocarena "Tindari Jet", gemello del "Segesta" scontratosi lo scorso 15 gennaio con una portacontainer. Nell'incidente morirono 4 membri dell'equipaggio delle mezzo Fs. Il blocco si e' poi spostato alle invasature delle navi traghetto dove i lavoratori si sono incatenati impedendo l'imbarco dei treni e degli automezzi in partenza. Alla manifestazione hanno aderito, in segno di solidarieta', l'associazione degli autotrasportatori di Giuseppe Richichi (Aias), il comitato dei pendolari e i lavoratori dello stabilimento della Birra Messina in lotta per evitare la chiusura decisa dal gruppo Heineken Italia. "Rfi ha annunciato -dice Mariano Massaro segretario dell'Orsa Navigazione- che non verranno stabilizzati i 100 precari che prestano servizio sulla flotta Fs. Verranno anche ridotte le tabelle d'armamento con il taglio di 3 unita' su ogni nave. Tutto questo a scapito quindi della sicurezza a bordo per il personale e i passeggeri. Anche la politica di rialzare il prezzo del biglietto del 33% per gli autotrasportatori e' un'ulteriore misura che continua a favorire i traghettatori privati". (AGI)




