''Credo ci sia un'esaltazione, una rincorsa agli avvisi di garanzia ed al loro numero che e' devastante. Non minimizzo affatto e ho la stessa inquietudine dei cittadini, ma penso anche che l'amplificazione faccia dei danni''. A sostenerlo e' stato l'assessore alla Sanita' della Regione Calabria, Doris Lo Moro, in merito alle audizioni in Commissione antimafia, che nei giorni scorsi ha sentito il procuratore Piero Grasso, ed al numero dei consiglieri regionali indagati. ''Dentro a quei numeri – ha aggiunto – c'e' di tutto. C'e' anche chi ha avuto un avviso di garanzia perche' magari era sindaco di una societa' e deve attendere i tempi tecnici per dimostrare la sua innocenza, ma nel frattempo sta facendo un lavoro straordinariamente importante per il riscatto della nostra regione''. ''Per un politico – ha sostenuto la Lo Moro – avere problemi di tipo giudiziario e' sconveniente, ma chi fa politica e chi accetta di avere responsabilita' di governo mette in conto di avere dei problemi. Se pero' non discutiamo della gravita' delle accuse, della loro fondatezza, il rischio e' enorme, perche' intanto si trova delegittimata una classe politica, che io dico che nella sostanza ma altri potrebbero dire a parole, vorrebbe cambiare la situazione. Si delegittima la stessa magistratura, la si fa diventare l'elemento che scardina il sistema mentre ha diritto di emettere gli avvisi di garanzia. La verita' e' che questi numeri non fanno riferimento ad accuse pesanti perche' in alcuni si tratta di situazioni che probabilmente di pesante non hanno nulla o comunque sono situazioni tutte da verificare''. ''Forse – ha concluso Doris Lo Moro – se facessimo meno attenzione ai numeri, il singolo politico, quello piu' gravato da un'accusa devastante sul piano politico si sentirebbe responsabile di essere conseguente. Quando invece tutto e' un numero e tutti sono nella stessa situazione, la reazione e' che non cambiera' nulla. Lo trovo proprio sbagliato''. (ANSA).




