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Calcio, tutti d’accordo allo stop

3 Febbraio 2007
in CITTA
Tempo di lettura: 2 minuti
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Il calcio si stringe attorno alla famiglia del poliziotto morto a Catania e da Matarrese in giu' sono tutti d'accordo sulla stop ai campionati. La decisione presa dal commissario straordinario della Federcalcio Luca Pancalli, che ha subito convocato un vertice a Via Allegri con i suoi piu' stretti collaboratori, ha trovato una volta tanto il calcio unito. D'accordo anche Giancarlo Abete, candidato alla presidenza Figc. Dunque campionati fermi questo fine settimana, e non e' escluso anche che il fermo continui. ''Senza misure drastiche non si riparte'' dice Pancalli. E per dare un segnale forte la Figc ha deciso anche di annullare anche le partite delle nazionali azzurre: sia l'amichevole di mercoledi' a Siena con la Romania, sia l'amichevole dell'under di martedi' a Chieti con il Belgio. ''Per tutti noi e' un momento terribile'' afferma Matarrese, che aggiunge: ''Mai come in questo momento il calcio deve interrogarsi e riflettere sul proprio futuro. Un'emergenza cosi' il calcio italiano non l'aveva mai vissuta. L'unico stop al campionato e' avvenuto 12 anni fa per la morte di un tifoso del Genoa. E i tragici fatti di Catania avvengono appena sei giorni dopo la morte in Calabria di un dirigente della Sammartinese. Per il presidente dell'Assocalciatori il calcio dovrebbe fermarsi addirittura per un anno. ''Noi da tempo stiamo denunciando aggressioni settimanali contro i giocatori perche' perdono una partita, vuol dire che c'e' una cultura sbagliata intorno al calcio''. Oltre a Matarrese compatto il fronte del si' allo stop anche da parte dei club. ''E' un episodio che impone di riflettere con serieta' e di agire con risolutezza per restituire il calcio agli sportivi'' il commento del presidente della Juve Giovanni Cobolli Gigli. ''Senza calcio, senza parole'' la reazione laconica dell'Inter. ''Non e' possibile in Italia continuare a giocare al calcio. Basta, chiudiamo gli stadi e facciamola finita'' ha protestato l'allenatore dell'Ascoli Nedo Sonetti. ''Siamo tutti colpevoli'' dice l'allenatore della Lazio Delio Rossi. ''Cosi' non si puo' andare avanti'' fa eco il tecnico della Roma Luciano Spalletti. E Francesco Totti si stringe intorno alla famiglia del poliziotto. Per Marco Materazzi esce un'immagine ''brutta'' dell'Italia da questo episodio. ''Pero' io dico che non e' una questione di calcio: e' una questione sociale. Una piaga, una piaga sociale''. Tutti d'accordo anche sulla decisione di fermare gli impegni azzurri. ''Il segnale piu' importante lo da' la Nazionale campione del mondo, che si ferma e contesta la violenza'' spiega Gigi Riva, vice commissario della Federcalcio. ''Era inammissibile non giocare questo turno e poi dare i convocati. E' una brutta sconfitta''. (ANSA).

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