L'omicidio di Bruno Pizzata, di 59 anni, il pastore con precedenti penali ucciso in serata a San Luca, potrebbe essere, secondo gli investigatori, la reazione all'agguato compiuto nel giorno di Natale nel quale fu uccisa Maria Strangio, di 33 anni, ed altre tre persone, tra cui un bambino di cinque anni, rimasero ferite. Pizzata aveva dei rapporti di parentela con la famiglia Vottari uno dei gruppi coinvolti nella faida che vede fronteggiarsi i gruppi dei Nirta-Strangio con quelli dei Pelle-Vottari. L'agguato nel quale e' stato ucciso il pastore e' stato compiuto
nonostante a San Luca, da diverse settimane, e' stata intensificata l'attivita' di controllo del territorio. Nel piccolo comune della Locride permane un clima di tensione per il timore che possano verificarsi ulteriori fatti di sangue. La gran parte degli esponenti maschi delle famiglie coinvolte nella faida, tra cui anche il marito della donna uccisa nel giorno di Natale che e' rimasto illeso nell'agguato, si sono resi volontariamente irreperibili. All'origine della faida ci sarebbe un banale lancio di uova avvenuto a San Luca nel giorno della festa di carnevale del 1991 tra un gruppo di giovani del luogo. L'episodio provoco' un violento litigio tra esponenti dei due gruppi che porto' all' agguato del 14 febbraio nel quale furono uccise due persone ed altre due rimasero ferite. (ANSA).




