Il giudice monocratico di Reggio Calabria, Massimo Gullino, ha disposto la confisca del villaggio turistico Punta Pellaro, nella periferia sud di Reggio che era gia' stato sottoposto a sequestro nel 2000. Lo rende noto Legambiente Calabria, secondo la quale ''e' stato ristabilito un principio di legalita'''. Si trattava di 42 villette costruite in una zona pregiata, tutelata dalla legge Galasso, perche' si trovavano a meno di dieci metri dalla battigia, e sottoposta a vincolo paesaggistico. Era stata l'Amministrazione comunale a concedere l'autorizzazione ''forzando'' in qualche modo le prescrizioni del Piano regolatore generale. ''Chi l'ha dura, la vince'', commenta il direttore generale di Legambiente Francesco Ferrante. ''Abbiamo vinto – aggiunge – una battaglia di principio, e' stata ristabilita la legalita' nonostante l'estrema lunghezza dei processi. Adesso dobbiamo lavorare per il ripristino di questi pregiati luoghi della provincia di Reggio Calabria''. ''Con questa sentenza finalmente – commenta Lidia Liotta, dirigente di Legambiente – si conclude una lunga battaglia iniziata molti anni fa dalla Legambiente e dalla Lipu contro questo ennesimo esempio di illegalita'-legalizzata''. ''Siamo di fronte – insiste Lidia Liotta – a un villaggio turistico che ha deturpato fino ad oggi un tratto di costa di grande pregio del litorale reggino. Finalmente con questa confisca delle opere edilizie esistenti si spera che si possa avviare anche un iter di ripristino dell'esistente e di riqualificazione del litorale''. Legambiente adesso chiede che si attivino le procedure per l'abbattimento dell'ecomostro ed il ripristino dei luoghi. (Adnkronos)




