Mentre Loiero riesce a farsi nemici in casa ogni volta che apre bocca, dal Presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Bova, arriva l’acqua sulla brace rovente.
L’argomento è quello – delicatissimo- dei conti pubblici, di Palazzo Campanella, per l’esattezza.
A gettare il sasso, anzi la camionata di sassi nello stagno ci aveva pensato Demetrio Naccari, puntando l’indice su una spesa pubblica eccessiva ed a tratti incontrollata.
Dal Presidente Bova sono arrivati segnali di chiarezza, intento di migliorare le dinamiche di risparmio e, soprattutto, di apertura.
Il Consiglio regionale è qualcosa di intoccabile – ha tuonato Bova- sia nella sua essenza propria, nobile in quanto Assemblea, che nella sua allocazione a Reggio.
Perché – ha proseguito Bova- l’autonomia, fisica e contabile del Consiglio regionale a Reggio Calabria è figlia di un patto sociale, originato più di 36 anni addietro e scaturito da un periodo triste per tutta la Calabria.
Dalle parole di Bova è partito il segnale – forte e chiaro- rivolto a tutti e, in particolare, ai colleghi della maggioranza a collaborare.
Tutti assieme




