I carabinieri del Ris di Messina hanno compiuto un sopralluogo oggi nell'ospedale di Locri, effettuando controlli e rilievi, in particolare, nel bagno posto al piano terra, a poca distanza dall' ingresso, all'interno del quale, il 20 dicembre scorso, i carabinieri del Reparto territoriale Locride hanno trovato una bomba ad alto potenziale fatta con oltre un chilogrammo di esplosivo, alcuni detonatori e un congegno elettrico azionabile con un telecomando a distanza. A rivelare agli investigatori la presenza dell'ordigno nel bagno, tra il tetto ed il controsoffitto, era stato l'ex agente della Polizia di Stato, destituito nel 2004, Francesco Chiefari, di 34 anni, di Roccella, arrestato dai carabinieri con l' accusa di strage e detenzione di esplosivo di tipo militare. Oltre all' ordigno di Locri, infatti, Chiefari, secondo gli inquirenti, aveva collocato e fatto esplodere, il 14 dicembre scorso, la prima bomba posizionata all' interno dell' ospedale di Siderno. Era stato l'uomo, poi, sempre secondo l'accusa, a far ritrovare un volantino di minacce contro la vedova ed il fratello del vice presidente del Consiglio regionale della Calabria, Francesco Fortugno, ucciso a Locri il 16 ottobre 2005. (ANSA).




