La I Sezione Penale della Cassazione ha annullato con rinvio, per nuovo esame da parte del tribunale di Reggio , le ordinanze di custodia cautelare emesse nell'ambito dell'inchiesta per l'uccisione del vicepresidente della regione Calabria Francesco Fortugno a carico di Alessandro e Giuseppe Marciano'.
Il primo era stato indicato, dalle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Piccolo e Novella, come il boss mandante del delitto, mentre il secondo era stato indicato come autista del commando che il 16 ottobre 2005, a Locri, uccise Fortugno mentre votava alle primarie dell' Ulivo. I due indagati, padre e figlio, sono stati difesi dagli avvocati Antonio Manago' e Menotti Ferrari. Il sostituto procuratore generale della Cassazione, Vito D'Ambrosio, aveva chiesto il rigetto dei ricorsi contro la custodia cautelare. Ma il suo parere non e' stato ascoltato dai supremi giudici. ''Il nostro ricorso – ha detto Manago' – ha evidenziato le contrastanti dichiarazioni dei 'pentiti': mancano i riscontri individualizzanti che servono, specie alla luce della piu' recente giurisprudenza delle Sezioni Unite della Cassazione per spiccare un mandato di custodia cautelare''. I due Marciano' sono stati arrestati, su mandato del Gip di Locri, lo scorso 20 giugno. Il tribunale del riesame di Reggio, lo scorso 21 luglio, aveva confermato la misura cautelare. ''E' il primo annullamento della Cassazione – ha sottolineato Manago' – che riguarda l'inchiesta sull'omicidio Fortuno''. Attualmente il presunto mandante e suo figlio si trovano reclusi al 41-bis. Rimarranno in carcere finche' il tribunale del riesame non emettera' una nuova ordinanza. (ANSA).




