Dopo le minacce al governatore Agazio Loiero, arrivano le parole di solidarietà anche di Nicola Adamo, vicepresidente della regione Calabria: "Esprimo ferma solidarietà e leale amicizia ad Agazio Loiero". Secondo Adamo "la minaccia di morte indirizzata via telefono al presidente Loiero non è da sottovalutare nè da considerare un atto verso il quale potrebbe essere quella dell'assuefazione la reazione normale. E' un atto grave che, di fatto, si pone in continuità con altre manifestazioni di minaccia ed intimidazione". Le minacce a Loiero sono solo un ulteriore triste capitolo della storia della Calabria, dopo l'omicidio di Fortugno: "Con l'uccisione di Franco Fortugno – afferma Adamo – in Calabria è stata aperta un'altra fase: sono molteplici gli atti che convergono in un contesto fatto di violenza e tentativi di delegittimazione. Sembra che si vada sempre di più a stringere una sorta di tenaglia: da un lato le intimidazioni e le minacce, dall'altro il peso di un processo ormai costante, insistente e sempre meno oscuro che tende a discreditare o a banalizzare il tentativo di cambiamento e di svolta. Il messaggio indirizzato a Loiero è inequivoco: o ti adegui o molli". Adamo ribadisce con fermezza che "la strada è obbligata: chi ha vinto le elezioni deve governare e deve governare bene per il riscatto morale, civile e sociale della Calabria e dei calabresi. Di fronte a queste minacce – continua Adamo – ancor di più ci stringiamo con la forza dell'unità e del convincimento politico affinchè il governo presieduto da Loiero possa essere, sempre più, in maniera determinata ed incisiva, quello di una Giunta regionale che insiste ad essere parte civile contro la mafia, di una Giunta che abbatte gli ecomostri e riqualifica dagli abusi il territorio calabrese, di una Giunta che spoglia la Regione di tutte le gestioni, di una Giunta che combatte gli sprechi e sopprime enti e commissioni inutili, di una Giunta che realizza le grandi riforme sociali, di una Giunta che ripensa ed attua una politica di sviluppo per il lavoro e la modernizzazione, attraverso il metodo della concertazione con i territori e le sue rappresentanze sociali ed istituzionali. Insomma, non vogliamo nè adeguarci alle degenerazioni dello status quo, nè mollare, ma avvertiamo la consapevolezza che il nostro dovere è accresciuto per non deludere la speranza e la fiducia della stragrande maggioranza dei calabresi che hanno invocato una svolta ed un cambiamento autentico". In conclusione Adamo lancia un appello: "Il compito è quello di fronteggiare la grave emergenza democratica calabrese e non è delegabile solo al governo regionale; richiede un protagonismo dei diversi poteri dei numerosi agenti che operano per la democrazia in Calabria. Il governo regionale, per una coerente politica di svolta, va incalzato e, se è il caso, anche criticato – conclude Adamo ma non lasciato solo in questo impegno. E' il momento dell'assunzione di una responsabilità collettiva".




