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    Lanucara: “Nelle stanze dei bottoni nulla è cambiato”

    “Dispiace davvero constatare come nulla sia cambiato. Come, nel terzo millennio, rispetto ai luoghi delle decisioni, rimanga a tal punto integra la cultura maschilista da condizionare le stesse donne”. Così la presidente della Commissione delle Pari Opportunità, Antonia Lanucara ha parlato all’indirizzo di una scolaresca dell’Istituto “Galileo Ferraris” di Reggio Calabria che ha concluso lo stage sulle Pari Opportunità incontrando le commissarie nell’Aula “Giuditta Levato” con l’obiettivo di capire più da vicino come lo stesso organismo regionale lavori e quali obiettivi persegua.
    E’ scaturito un confronto interessante, nel quale una studentessa ha ricordato come, in occasione delle elezioni per il Consiglio d’Istituto, le donne non abbiano votato le donne. Rivolta alle studentesse, Lanucara ha aggiunto: “La storia ci dice quanto sia cresciuto in questo secolo il movimento delle donne e come le conquiste siano il frutto della lotta verso parametri di eguaglianza. Eppure, quanto ci ha appena riferito la vostra compagna, testimonia che tanta è la strada da fare. Come Commissione non ci fermeremo qui, ma metteremo in campo un contenitore di idee e proposte. In questo contesto, consideriamo un imprescindibile punto di partenza la necessità che cambino i programmi nelle scuole, causa dell’arretratezza che riguarda la uguaglianza tra i generi e del ritardo storico della formazione dei giovani, certamente diseducativo dal punto di vista sociale. Non c’è tempo da perdere: bisogna ragionare sulla categoria delle differenza. Deve essere questa una questione all’attenzione dei programmi scolasti degli Enti locali, per aprire una nuova realtà culturale: una cultura dei generi”.
    Intanto, la Commissione sta continuando ad esaminare le idee progettuali presentate dalle donne in merito alla manifestazione d’interesse per l’occupazione femminile, “che resta, nonostante una rinnovata cultura – conclude Lanucara- un problema cruciale della società che incide sulla mancanza di sviluppo del territorio”.