Era in contatto con un ex agente del Sisde, al quale aveva anche anticipato un mese prima l'esplosione di ordigni negli ospedali di Siderno e Locri, Francesco Chiefari, l'ex poliziotto fermato il 20 dicembre scorso con l'accusa di avere collocato le bombe insieme ad un volantino contenente minacce ai familiari di Francesco Fortugno, il vice presidente del Consiglio regionale della Calabria ucciso a Locri il 16 ottobre 2005. E' stato lo stesso ex agente del Sisde, Fausto Del Vecchio, sottufficiale dei carabinieri in servizio a Roma, arrestato nel maggio scorso nell'ambito di un'inchiesta del sostituto procuratore di Potenza Henry John Woodcock su una banda dedita alle truffe, a segnalare ai carabinieri di Locri l'esistenza di un uomo che si era detto disponibile a far ritrovare quantitativi di esplosivo nella disponibilita' della criminalita' calabrese. Il sottufficiale e' gia' stato sentito dai magistrati della Dda reggina che coordinano l'inchiesta. Chiefari aveva chiesto ai carabinieri 50 mila euro, ma dopo l'effettivo ritrovamento in un bagno dell'ospedale di Locri di un ordigno di potenziale ben piu' alto rispetto a quello fatto esplodere a Siderno, confezionato con oltre un chilogrammo di tritolo, e di altro esplosivo nascosto nelle vicinanze del cimitero di Natile di Careri, e' stato arrestato. Secondo gli investigatori, era stato lo stesso Chiefari, per accreditarsi come fonte degli investigatori, a fare esplodere, il 14 dicembre scorso, la bomba nell'ospedale di Siderno. L'ex poliziotto ha anche riferito al gip di un attentato che la famiglia Cua di Natile di Careri, imparentata con i Cordi' di Locri, avrebbe progettato ai danni della famiglia Fortugno. (ANSA).




