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    Andreotti, Fuda, Loiero ed i “prigionieri politici”

    fuda"A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si indovina", dice Giulio Andreotti e più di qualcuno, relativamente alla vicenda dell'emendamento-Fuda, che ha messo in seria difficoltà il Governo nazionale sulla finanziaria, a male, 


    effettivamente, ha pensato.

    Qualcuno – "malu pinsanti", si dice in dialetto- ha ritenuto di potere mettere in correlazione diretta l'inattesa entrata a gamba tesa di Fuda (per la quale il Governo Prodi è stato costretto ad una figuraccia annunciando, subito dopo la sua approvazione, un decreto legge per abolirlo immediatamente…) con la vicenda calabrese, dove Loiero, coinquilino di Fuda nel Pdm è "prigioniero politico" degli stessi partiti di

    maggioranza che ieri a Roma hanno tremato grazie all'emendamento Fuda e che continuano a "ballare", visto che, ad esempio, il Ministro Di Pietro non pare aver gradito particolarmente arrivando a minacciare le proprie dimissioni in caso di mancata abolizione della norma appena approvata.

    E' toccato allo stesso Loiero fugare i dubbi di chi pensa a male: ''E' indecente quello che sta avvenendo" – ha tuonato il Governatore- "Indecente, e l'ho detto al senatore Pietro Fuda, il comma della vergogna proposto in Finanziaria, ed e' indecente il collegamento diretto o indiretto alla Calabria e addirittura alla mia persona. Premetto che per mia cultura personale e politica" – ha aggiunto Loiero – sono contrario a qualsiasi cosa e qualsiasi mezzo che, in qualsiasi modo, possa ostacolare o solo ritardare l'azione della giustizia. Per cui non capisco, come pure qualche stupido ha pensato, detto e scritto, che in qualche modo la norma potesse riguardarmi. Non ho pendenze, ne' contestazioni di alcun tipo con la Corte dei Conti.'Ho letto con rammarico e con disgusto -ha concluso Loiero – alcuni giudizi taglienti, al limite del razzismo, che hanno giudicato l'emendamento come il prodotto di una cultura regionale. E' semplicemente indegno. Considerare la Calabria l'immondezzaio del Paese e' un gioco mediatico molto praticato e semplice, ma serve soltanto ad accreditare luoghi comuni e ad allontanare attenzioni da altre situazioni di degrado culturale e sociale''

    Sarà, ma tant'è…