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    Violenza sessuale, l’arcivescovo Mondello punta il dito contro i modelli educativi

     ''E' un episodio che non deve penalizzare Reggio Calabria. E' un fatto che mostra come i piu' deboli di Reggio o di qualsiasi altra citta' d'Italia, sono pronti ad imitare questi fatti che hanno appreso attraverso i giornali, la televisione. Noi dobbiamo educarli questi ragazzi. Li abbiamo lasciati troppo soli. Molto spesso vivono guardando televisione, imitando i loro eroi, ma non hanno degli ideali perche' non gli sono stati trasmessi''. Lo ha detto all'ADNKRONOS, l'arcivescovo metropolita di Reggio Calanria, Mons. Vittorio Mondello, commentando l'arresto di quattro giovani reggini per violenza sessuale nei confronti di una ragazza di 12 anni. ''Questo succede perche' attraverso i mezzi della comunicazione sociale, questi ragazzi vengono a sapere di altri avvenimenti simili – commenta Mons Mondello – l'imitazione li porta a fare le stesse spacconate e, quindi, arrivano a queste situazioni quasi senza pensarci solo per farsi bravi e sapere imitare quanto hanno appreso o hanno visto in televisione''. L'arcivescovo di Reggio Calabria ricorda come ''ci sono stati di questi fatti, nei giorni scorsi, in altre citta' che hanno fatto scalpore e questo porta i ragazzi, specialmente i giovani, i meno maturi, a cadere negli stessi errori''. Quindi mons. Mondello invoca ''piu' educazione attraverso la televisione e i giornali'', che dovrebbero svolgere ''non solo opera di informazione, ma anche formazione. L'informazione da sola non basta''. Comunque, conclude l'arcivescovo di Reggio ''ci vuole il coinvolgimento di tutte le forze sociali, politiche e religiose''(Adrkronos)