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    Senso civico: l’amaro sfogo di un Reggino

    Da un cittadino reggino riceviamo e pubblichiamo 

    La legalità e la correttezza dei comportamenti è un argomento che in questa città non interessa nessuno, infatti:  
     è normale percorrere la corsia destinata ai mezzi pubblici;
     è normale bloccare il traffico per prendere i figli all’uscita dalle scuole:
     è normale vedere ai semafori mamme con in braccio bambini piccoli che chiedono l’elemosina;
     è normale posteggiare sul corso Vittorio Emanuele il tempo di un caffè;
     è normale posteggiare male, “tanto sto solo un attimo”;
     è normale vedere i posteggi a pagamento vuoti;
     è normale vedere i manifesti pubblicitari di ogni genere, anche quelli del comune, che deturpano le facciate dei nostri palazzi;
     è normale vedere i palazzi non ultimati, rendendola simile ad una qualunque città del mondo che è in stato di guerra;
     è normale vedere sui marciapiedi i bisogni degli animali domestici;
     è normale occupare i parcheggi destinati ai diversamenti abili;
     è normale non vedere per le strade un vigile urbano;
     è normale vedere un vigile urbano e/o comunque un uomo delle forze dell’ordine far finta di non vedere;
     è normale non parlare di tutto questo ed aspettare che qualcun altro lo faccia per noi.
    Io affermo che tutto ciò non è normale. Mi chiedo dove è la polizia municipale, dove sono le forze dell’ordine, perché da cittadino vedo determinate cose e chi di dovere passa, vede e si gira dall’altra parte.
    Il senso civico se non c’è si può e si deve insegnare anche a costo di scontentare qualcuno e creare un malcontento iniziale.
    Una città “turistica” non si può permettere tutto questo.
    A volte mi chiedo se il reggino sia in grado di togliersi dagli occhi le bende e guardare la città con occhi diversi, più critici, contribuendo così alla sua crescita.
    Dobbiamo iniziare a fare qualcosa di concreto, partendo dal centro storico per farlo diventare la “bomboniera” della città rendendola sempre più a misura d’uomo.
    Cosa importa avere il più bel chilometro d’Italia e poi vedere sullo stesso le facciate degli edifici deturpati dai manifesti d’ogni genere, passeggiare sul Corso Garibaldi ed imbattersi con i manifesti mortuari sulle cabine dell’enel e/o della telecom.
    Diffondiamo la legalità in senso più ampio iniziando dalle piccole cose, trasformiamo questa città in qualcosa di nuovo, di bello, la bellezza è contagiosa come l’illegalità, dobbiamo scegliere.
    Cosa sarebbe oggi Reggio Calabria se un “ostinato”, “determinato”, rimpianto sindaco non avesse lottato per realizzare il lungomare così come lo vediamo oggi?
     

    Giuseppe Latella