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    Pensabene(Ds). “Da carpe diem all’attimo (s)fuggente”

    Dal capogruppo dei Ds al Comune di Reggio Calabria, Gianni Pensabene, in merito alla vicenda "Carpe diem", riceviamo e pubblichiamo:

    Ogni nefandezza rimasta impunita sospinge la nostra realtà cittadina e meridionale, sempre più in basso, generando un vortice infernale  dal quale è ben difficile venirne fuori. 
     Partendo da questa convinzione esprimo soddisfazione per l’esito di un ricorso proposto al TAR  contro il progetto “ Carpe Diem”.
     Chi scrive ripetutamente era intervenuto sul progetto Carpe Diem con prese di posizione nette, sia  in Consiglio Comunale, che in varie iniziative pubbliche, con comunicati stampa e con una puntuale conferenza stampa .
      Chi scrive ripetutamente aveva denunciato, senza destare l’attenzione di altre dormienti istituzioni, una procedura che somigliava alla famosa tela di Penelope; la graduatoria di quel progetto veniva infatti tessuta di giorno per essere disfatta di notte. Quante voci circolavano nei corridoi. Una graduatoria che avrebbe dovuto essere pubblicata, secondo il bando della stessa amministrazione comunale, il mese dopo scadenza di presentazione dei progetti, è arrivata con un anno di ritardo, peraltro  con delle giustificazioni assolutamente risibili.
     Oggi, accanto all’indignazione occorre esprimere  solidarietà a quei  giovani che dopo essersi sorbiti una notte di veglia in pieno inverno subiranno adesso gravi  conseguenze. Ma tant’è; Reggio cresce e cambia, secondo taluni.
     Tra pochi giorni nella nostra città  si terrà una  conferenza sul  lavoro  alla quale parteciperanno alcune città europee che hanno realizzato insieme alla città di Reggio  uno dei progetti che annualmente  lancia la commissione europea.
      L’amministrazione comunale ha già messo insieme una potente macchina propagandistica   per sfruttare mediaticamente l’evento.
     A coloro che giungeranno a Reggio   questa amministrazione  illustrerà le magnifiche e progressive iniziative nel campo del lavoro: Illustrerà il programma di Sviluppo Urbano finanziato per quasi 50 milioni di euro dalla U.E., approvato e presentato, nel maggio del 2002, contenente un progetto al quale la giunta Scopelliti diede il nome di Carpe Diem, che è stato bocciato dal Tar, e che si è trasformato strada facendo nell’ “attimo sfuggente “;  dirà del provvedimento di politica assistenziale varato con la procedura delle “file col trucco” e delle  “notti in bianco “ – ben tre –   per soli 300 giovani di Reggio Calabria  supportati per 15 anni con 52 milioni di euro mentre  altri  migliaia di altri giovani disoccupati attenderanno la prossima occasione che arriverà chissà quando; racconteranno della politiche attive del lavoro per creare in brevissimo tempo  32 cooperative sociali di tipo B per dare lavoro a 356 persone, tra cui il 30 % scelto tra i soggetti svantaggiati, utilissimi nello spezzamento della città, con contratti ad intermittenza comunque garantiti fino allo svolgimento delle elezioni regionali.
     Si potrà, io immagino, illustrare come viene messo in piedi il meccanismo della clientela nelle cosiddette società miste, che danno lavoro ai pochi baciati dalla fortuna, perché chi proviene da paesi evoluti dove non si conosce questa procedura  ne possa far tesoro.
      Potranno infine far capire come a Reggio Calabria denunciare fa rima con isolare, mentre ‘accordarsi’ si traduce direttamente con beneficiare.

    Gianni Pensabene