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    Pdci: “Si apre nuova fase della crisi”

    Dal Pdci calabrese riceviamo e pubblichiamo

     Le dimissioni degli assessori dei Ds dalla giunta regionale  aprono una nuova fase della crisi  che ormai si trascina da qualche settimana. Il PdCI già dalla riunione della segreteria svoltasi a Lametia aveva sottolineato che non è immaginabile una Giunta regionale di centrosinistra con i Ds fuori. Il PdCI, nel momento in cui ha espresso una critica politica nei confronti della posizione assunta dai DS – che ha portato prima alla scelta dell’autosospensione e poi alle dimissioni odierne degli Assessori –  contemporaneamente, aveva ritenuto opportuno sottolineare subito quale era la via da seguire, per superare la crisi e per rilanciare una azione di governo di riforma e di cambiamento.
    I Comunisti Italiani fin dall’inizio avevano specificato che bisognava e bisogna trovare un’intesa avanzata a partire dai problemi della Calabria e dalle iniziative da assumere concretamente per giungere alle soluzioni tanto attese dai calabresi. In tal senso riteniamo che occorre costruire un metodo di governo della Regione improntato alla responsabilità unitaria, alla piena collegialità e senza padroni della coalizione, sapendo che nessuno può pensare di imporre le proprie volontà, né il Presidente Loiero e né i DS, visto tra l’altro che entrambi fino a qualche tempo fa hanno costituito un vero e proprio asse privilegiato nel governo della Regione. Sotto questo aspetto per altro non convince neppure le modalità di svolgimento della crisi che di fatto escludono tutte le forze politiche del centrosinistra come se la questione del governo e del futuro della Calabria riguardasse solo i Ds e la Margherita. Ovviamente una tale impostazione non ci può trovare d’accordo perché riteniamo che un elementare principio di pari dignità  e di rispetto politico dovrebbe consigliare chiunque, e soprattutto i maggiori partiti del centrosinistra, ad affrontare le questioni tenendo conto della necessità di garantire la partecipazione e la condivisione tanto invocati ma che non valgono solo a senso unico.
    Il PdCI a questo punto ritiene non più rinviabile l’apertura di un confronto politico tra il Presidente e tutti i partiti del centrosinistra, nella consapevolezza che lo scioglimento della Regione sarebbe una clamorosa certificazione del fallimento del centrosinistra e una iattura per tutti i calabresi. 
    Il PdCI in questo momento intende lavorare al superamento delle difficoltà e per questo ritiene di avanzare alcune proposte che possano andare ad una soluzione della crisi:
    1) la riconferma della delibera di nomina dei dirigenti generali, a partire dalla nomina del dirigente generale del Dipartimento Programmazione, ingegnere Salvatore Orlando;
    2) l’assegnazione della delega ai Fondi comunitari ad un assessore della Giunta regionale, preferibilmente all’assessore al Bilancio che opererà in ottemperanza alle direttive del presidente per mettere insieme spesa e programmazione;
    3) l’istituzione di una cabina di regia per il governo politico e collegiale della programmazione e dei fondi comunitari;
    4) la costituzione di una commissione tecnica per definire, in tempi rapidi, la proposta di riforma dell’apparato amministrativo della Regione con particolare riferimento ai dipartimenti, ai settori e ai servizi, anche alla luce del decentramento amministrativo e del trasferimento al sistema delle autonomie di funzioni, risorse e personale;
    5) la convocazione di una riunione della cabina di regia per affrontare nella sede giusta tutte le altre decisioni che sono necessarie per attuare il cronoprogramma per una effettiva svolta al governo della regione.
    Il PdCI, pertanto, invita tutte le forze del centrosinistra, e in particolare quelle maggiori ed a cui gli elettori hanno affidato il consenso più grande, alla responsabilità e al confronto per evitare che ancora una volta sia la Calabria a pagare, sapendo che oggi i calabresi chiedono al centrosinistra non scelte di divisione ma bensì atti di unità e di intesa.