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    Massoneria in Calabria: polemica tra avvocati difensori e procura

    ''A questo punto aspettiamo di conoscere, attraverso i giornali, anche la data dell'udienza preliminare''. Lo ha detto l'avvocato Giancarlo Pittelli, difensore, insieme con l'avvocato Amedeo Bianco, di Vincenzo Cassadonte, di 82 anni, ex amministratore pubblico, una delle sei persone per le quali il sostituto procuratore della Repubblica di Catanzaro Luigi De Magistris ha chiesto il rinvio a giudizio per violazione della Legge Anselmi che considera illegale la costituzione di associazioni segrete. L'inchiesta del sostituto procuratore De Magistris riguarda l'attività di una loggia massonica segreta che, secondo l'ipotesi accusatoria, tra il 2003 ed il 2005, avrebbe tentato di interferire sull'attività di uffici della Regione Calabria, del Ministero delle Attività produttive e di alcuni Comuni calabresi e di altri enti locali al fine di ''acquisire illecitamente finanziamenti pubblici''. Le indagini di polizia giudiziaria sono state svolte dalla Guardia di finanza. L'inchiesta, in cui all'inizio erano indagate complessivamente 31 persone, è scaturita da un fascicolo trasmesso a Catanzaro dalla Procura della Repubblica di Trieste, che aveva aperto un'inchiesta dopo la scoperta di un falso volantino delle Brigate rosse nella sede di una società di assicurazioni. Dalle intercettazioni disposte nel corso dell'inchiesta è emerso che uno degli indagati, Massimo Mastrangelo, di 44 anni, impiegato della società di assicurazioni in cui fu scoperto il volantino, avrebbe avuto contatti con numerosi calabresi. Le persone per le quali è stato chiesto il rinvio a giudizio, oltre a Cassadonte e Mastrangelo, sono Rocco Mercurio, di 57 anni, e Domenico Lemma, di 59, funzionari della Regione Calabria; Graziano Vincenzo Posca (36), commercialista, e Nicola Carelli (50), impiegato postale. (ANSA)