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    La Corte dei Conti promuove “Azienda Calabria lavoro”

    Da "Azienda Calabria lavoro" riceviamo e pubblichiamo

    Una marcata “inversione di rotta”, una palese “variazione degli assetti organizzativi e gestionali tra la fine dell’anno 2005 e la prima parte del 2006”, un avvio della “programmazione delle attività istituzionali” che preludono ad una normalizzazione di Azienda Calabria Lavoro.
    E’ questo il responso della Corte dei Conti sullo stato attuale di salute di “Calabria Lavoro” uno degli enti strumentali della Regione che più negativamente in passato, aveva inciso sul giudizio critico dei magistrati contabili verso gli organismi autonomi creati dai governi calabresi.
    Il giudizio è contenuto nello schema di relazione sulle attività degli enti strumentali per il biennio 2005-2006, redatto dalla sezione di controllo per la Calabria della Corte dei Conti, adesso all’esame dei vari organismi pubblici per la predisposizione delle eventuali controdeduzioni.
    Il cambio di giudizio sulla gestione di Azienda Calabria Lavoro è significativo. Nella relazione illustrata nel maggio 2005, infatti, la Corte dei Conti calabrese così osservava: “Per concludere, ci si trova di fronte ad una Azienda che utilizza le risorse essenzialmente per garantire gli emolumenti dell’Amministratore e del Collegio dei revisori, non riuscendo se non marginalmente, ad operare per il proseguimento del proprio scopo sociale. Ogni ulteriore commento appare superfluo”.
    Da allora ad oggi le cose sono cambiate: “Dall’esame delle pur numerose risultanze istruttorie – è scritto nella bozza della nuova relazione – emerge che l’Azienda Calabria Lavoro ha palesemente variato gli assetti organizzativi e gestionali nel corso degli anni 2005 e, in particolare, 2006”.
    Primo cambiamento è “il commissariamento avvenuto nell’ottobre 2005” e quindi, “la normalizzazione dell’ente con la nomina del direttore generale”, è osservato a proposito delle decisioni assunte dalla giunta presieduta dall’on. Agazio Loiero di nominare al vertice dell’Azienda la consigliera nazionale e consigliera provinciale di parità di Reggio Calabria dottoressa Daniela De Blasio.  Poi ancora, “il rinnovo del collegio dei revisori che ha posto fine alle “diatribe” segnalate nella precedente relazione e che rallentavano il funzionamento dell’Azienda, cosicché si è finalmente assistito all’implementazione dell’attività propria di Azienda Calabria Lavoro”.
    “Oggi si registra una inversione di rotta” dice la Corte dei Conti. Mentre invece, nella precedente relazione si “lamentava l’inutilità di un ente che di fatto non riusciva a raggiungere i propri obbiettivi” nonostante che “il legislatore regionale affidandole un ruolo di rilievo avesse considerato l’Agenzia come il braccio duttile della Regione in termini di politiche del lavoro”.
    Nel 2006 una parte dell’attività è stata necessariamente indirizzata “alla risoluzione di problematiche pregresse anche di carattere legale, che ancora peraltro imbrigliano la normale gestione dell’azienda stessa”. È stata attuata la riorganizzazione dell’ufficio” dopo la ricognizione delle gestioni passate, “mercé l’adeguamento e la presentazione dei necessari documenti contabili”.
    Nella bozza di relazione si mette in evidenza che è stato dato “impulso alla istituzione di un  centro studi e ricerche, alla progettazione della rivista Calabria Lavoro, alla rilevazione  e pubblicazione di statistiche periodiche, alla preparazione degli atti amministrativi necessari per gli acquisti in materia di arredi, computers, cancelleria, e alla Istituzione di un Centro informatico per la gestione delle attività relative alla Borsa continua del lavoro”.
    La Regione ha affidato all’Azienda le attività di monitoraggio sulle misure del Fondo sociale europeo “asse III risorse umane”; ha ricevuto “impulso l’attività derivante dal processo di sostegno e sviluppo per le piccole e medie imprese in attuazione delle legge 266/97 sebbene non ancora pienamente operativa”. E’ stata avviata “la programmazione delle attività istituzionali”, ossia la costituzione e regolamentazione degli osservatori sul lavoro minorile, sul lavoro femminile sul lavoro sommerso e sull’igiene e sicurezza del lavoro.
    In definitiva, rileva la Corte dei Conti calabrese, ”le variazioni che hanno interessato l’ente strumentale nel suo complesso, sono tali da preludere ad una normalizzazione, forse anche in tempi non eccessivamente lunghi, di Azienda Calabria Lavoro”.