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    Fuda e lista consumatori ai ferri corti

    Il sen. Fuda replica alla nota diramata dalla Lista Consumatori dichiarando:
    «È quantomeno disarmante che la Lista Consumatori, poche ore dopo aver ricevuto la mia risposta all’assurda lettera ricevuta martedì scorso (in cui mi si davano pochi giorni di tempo per costituirmi come gruppo Consumatori al Senato), impegni il proprio addetto stampa in dichiarazioni ben differenti da quelle che ci si aspetterebbe in un momento così delicato, sia a livello regionale che nazionale.
    Chiamato in causa non mi sono mai tirato indietro. E siccome pare che i rappresentati della Lista Consumatori preferiscano leggere gli organi di stampa piuttosto che la corrispondenza personale, mi permetto di abusare anche io dei mass media, allegando per intero la lettera inviata proprio stamattina e sottolineandone alcuni passaggi, che mi sembrano chiari ed inequivocabili. Forse sarà la volta buona per finirla con questa storia, di cui mi provo vergogna per loro, pur nella mia completa autonomia politica “dal nome dei consumatori”, abbondantemente ribadito, e non da oggi».

    Sulla querelle “di chi sono i voti”:
    “Ritengo però utile, se non necessario, ribadire che dei 73mila voti raccolti a livello nazionale dalla lista in cui Voi, come altre componenti politiche, avete ospitato me ed altri candidati del mio territorio, oltre 55mila sono stati espressi in Calabria, che certo, con i suoi scarsi due milioni di abitanti, non rappresenta un bacino consistente di elettori. Questa precisazione non vuole significare che io non condivida, come ho condiviso e continuerò a condividere, i principi ispiratori di tutte le realtà politiche della Lista che mi ha eletto al Senato, né che non riconosca l’apporto di ciascuna delle tante componenti alle scorse competizioni elettorali, DC compresa. Ma da qui a sostenere che siano da ascrivere al solo impegno dei Consumatori i frutti di una campagna elettorale tesa e dura come quella sostenuta, anche finanziariamente, in prima persona, il passo è ben più lungo della gamba”.

    Sulle mie scelte politiche:
    “Un percorso che ha come unico obiettivo l’accelerazione, in Calabria (terra difficile e bisognosa più di altre di attenzioni, risposte concrete e presenza continua), di un processo ormai avviato che ha come sbocco naturale la costituzione del Partito Democratico. Il PDM è nato come momento di rottura dalle vecchie logiche partitocratiche che hanno lasciato cicatrici ben profonde, ed ancora sanguinanti, nel nostro Mezzogiorno: rappresenta un momento di aggregazione che, slegandosi dai ben noti giochi di poltrone e di riconoscimenti di varia natura e di varia territorialità, sta riuscendo a raccogliere fiducia ed interesse da parte dei cittadini calabresi, come dimostrato dagli ampi consensi, elettorali e di opinione pubblica, che accompagnano questa esperienza, dalla sua nascita ad oggi.
    Sono convinto che rispondere ai cittadini ed alle loro esigenze è – e deve essere – l’unico, vero obiettivo di chiunque decida di impegnarsi in politica. Ne sono convinto ora come ne ero convinto quando ho iniziato, ormai undici anni fa, il mio percorso politico amministrativo in Calabria. Stiamo riavvicinando i cittadini alla politica ed alle istituzioni: ritengo assurdo, imbarazzante e ben poco etico perdere di vista questo importantissimo risultato per dare vita ad un’inutile e ridicola querelle su appartenenze a simboli ed a sigle che devono essere lo strumento, il mezzo, e non certamente il fine.”