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    Arresti e richieste di condanna: politica calabrese sull’orlo di una crisi di nervi

    L'arresto di Antonio Palumbo, attuale direttore generale dall'Azienda ospedaliera Pugliese-Ciaccio di Catanzaro ed ex dg dell'ospedale San Filippo Neri di Roma, nell'ambito dell'inchiesta condotta dalla Procura della Repubblica capitolina sulla gestione delle Asl romane, ha scatenato in Calabria una bufera politica. Al centro delle polemiche la nomina di Palumbo a dg dell'ospedale di Catanzaro, decisa nel novembre dello scorso anno dall'attuale Giunta regionale sostenuta da una maggioranza di centrosinistra. Il presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, si e' affrettato ad affermare che ''la Giunta provvedera' subito affinche' non abbia a risentirne la normalita' assistenziale. Sabato, in occasione della prossima riunione dell'esecutivo, l'Azienda ospedaliera di Catanzaro avra' una nuova guida. Mesi fa si era saputo dell'inchiesta e avevo invitato l'assessore Doris Lo Moro a valutare la questione e in caso di rimuovere il dg. Ma Palumbo s'era detto non solo estraneo ma nemmeno inquisito. Oggi la situazione e' ben diversa e bisogna tenerne conto. si pone un grave problema per l'Azienda ospedaliera catanzarese, dove c'e' una situazione di criticita' che potrebbe esplodere. Dobbiamo porvi subito riparo''. Poco dopo e' arrivata la dichiarazione dell'assessore regionale alla Sanita', Doris Lo Moro. ''Gia' davanti alle notizie di stampa relative a un coinvolgimento di Palumbo nelle note vicende del Lazio – ha detto Lo Moro – ci eravamo chiesti che atteggiamento tenere. Io stessa avevo formalmente chiesto chiarimenti all'interessato. Nonostante le assicurazioni ricevute, anche su sollecitazione del presidente Loiero, lo avevo invitato a lasciare l'incarico per non creare imbarazzi in una Regione che, soprattutto nella sanita', ha particolare bisogno di discontinuita' e di trasparenza. Allora ho preso atto che il dottor Palumbo, secondo quanto dallo stesso comunicatomi anche per iscritto, non aveva neanche avuto un avviso di garanzia e che non intendeva rinunciare all'incarico e non ho ritenuto ci fossero i presupposti per motivare un provvedimento di revoca della Giunta''. In serata, proprio sulla nomina di Palumbo fatta a suo tempo dalla Giunta regionale, e' arrivata una ''bordata'' contro l'esecutivo da parte del coordinatore regionale della Margherita, il senatore Franco Bruno. ''Il problema – ha detto Bruno – non e' giudiziario e nemmeno morale. Il problema, che in Calabria resta, e' politico. La scelta del manager in questione e' stata sbagliata. Resta da capire se e' stato l'assessore alla sanita' o il Presidente della Giunta ad indicarlo, considerato che loro due si sono assunti in solitudine e per intero, davanti alla Calabria, le responsabilita' delle scelte effettuate. Troppo facile scaricare oggi con semplici dichiarazioni la vicenda. Non siamo soddisfatti delle notizie che apprendiamo anche quando confermano le nostre preoccupazioni, espresse in tempi non sospetti, sulla sanita' calabrese. La strana sanita' non si e' fermata nemmeno con l'avvento del centrosinistra''. A Franco Bruno ha risposto, a stretto giro di posta, Benianimo Donnici, sottosegretario alla presidenza della Regione Calabria e neo deputato europeo. ''Si rafforza il mio convincimento – ha detto Donnici – che siano ormai in tanti a giocare allo sfascio in una fase drammatica che richiederebbe invece responsabilita', sobrieta' e coerenza. Attaccare il presidente Loiero e' diventata ormai un'ossessione del sen. Franco Bruno, il quale non ha perso l' occasione della pur grave vicenda giudiziaria che ha coinvolto, per ipotesi di reato commesso in altra regione, il dott. Palumbo per sferrare un attacco a tutto campo sulla sanita' in Calabria, sull'assessore Lo Moro e, dunque, sul Presidente della Regione. Si tratta del segretario di un partito autorevolmente rappresentato nel Governo regionale che si aggiunge alla gia' nutrita schiera di segretari o di politici di lotta e di governo. Non si puo' essere garantisti o giustizialisti, secondo le proprie convenienze. Come fa il sen. Bruno, che si dimostra veramente strabico''.(ANSA).