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    Fortugno: da Guerriero (commissione antimafia) parole dure

    Parole dure ed amare quelle pronunciate dal preseidente della Commissione regionale antimafia, Giuseppe Guerriero: "Ad esser sinceri" – ha detto guerriero ricordando i primi momenti successivi all'omicidio- " sin da subito si è capito che al di là delle lodevoli iniziative dei
    giovani di Locri e dei tanti calabresi onesti, dopo i tanti attestati di solidarietà e vicinanza che
    sono pervenuti alla famiglia Fortugno in effetti nulla sarebbe cambiato. Non a caso" – ricorda Guerriero- "mi permisi di evidenziare tale mia ipotesi, a cento giorni dall’omicidio Fortugno, e
    fui, allora criticato da tanti, politici e non, che lessero nelle mia parole un segno di sfiducia
    nelle azioni di contrasto intraprese. Oggi ribadisco quanto allora affermai. E lo voglio fare senza retorica e come farebbe un fratello dinanzi alla bara del proprio fratello, perché davvero la morte di Franco per tutti noi ha rappresentato la privazione di un affetto caro, di un amico, di un politico perbene…
    E’ trascorso un anno ed ancora non si conoscono i mandanti di tale vigliacco gesto e, ancora
    peggio, non si è riusciti a venire a capo delle ragioni per cui quell’omicidio è stato effettuato!
    I ragazzi di Locri, la famiglia Fortugno, la società calabrese è stata ancora una volta tradita da
    chi aveva l’obbligo di dare a noi tutti risposte e speranze."