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    Nicola Adamo dice la sua

    adamo''Ritengo di essere un cittadino meno uguale degli altri. Sono un uomo pubblico e non potevo
    scegliere la strada del silenzio. Sono qui a dichiarare pubblicamente la mia piena disponibilita' a non sottrarmi all' indagine'': cosi' il vicepresidente della Regione Calabria,
    Nicola Adamo, ha risposto oggi pomeriggio all' informazione di garanzia emessa dalla Procura di Catanzaro.
      In un' affollata conferenza stampa in un albergo di Cosenza, Adamo ha innanzitutto detto che dalle carte che gli sono state notificate non si evince ''alcuna condotta o atto che suffraga
    quell' ipotesi di reato''.
      Adamo ha poi fornito la sua immediata disponibilita' a parlare e a collaborare con il magistrato per chiarire tutta la vicenda.
    ''Ritengo che ne' io ne' Enza abbiamo tradito – ha detto Adamo -chi ci ha dato fiducia e ci porta stima. Dalle carte che mi sono state notificate non ci sono condotte che suffragano quell' ipotesi di reato. A me interessa prima che capire come uscire da questa inchiesta perche' e come ci siamo entrati. In ogni caso, si potrebbe dire che non tutti i mali vengono per nuocere: la conclusione di questa indagine ritengo possa essere utile per schiarire un clima torbido, con spargimento di veleni, rispetto alle condotte mie e di mia moglie.

     Insisto con testardaggine su quanto ho affermato in occasione della presentazione dell' esposto il 23 dicembre dell' anno scorso in merito a quanto scritto sul Corriere della Sera. Ritengo che ci sia l' opportunita' di fare chiarezza fino in fondo rispetto a responsabilita' e a fatti inesistenti''.
      ''Dalle carte inoltre – ha precisato Adamo – non si fa riferimento a nessun atto prodotto da quando governa questa giunta''. (ANSA).