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    Adamo: le indagini verso la moglie

    adamoRuota attorno alle societa' alla cui gestione sarebbe stata interessata Enza Bruno Bossio, moglie del vicepresidente della Regione Calabria, Nicola Adamo, l'inchiesta condotta dalla Procura della Repubblica di Catanzaro che ha portato ieri all'emissione di tre avvisi di garanzia nei confronti dello stesso Adamo e della moglie e dell'imprenditore
    Giulio Grandinetti.
       Il sostituto procuratore della Repubblica Luigi de Magistris, titolare dell'inchiesta, sta concentrando la propria attenzione proprio sulle societa' cui sarebbe stata collegata Enza Bruno Bossio nel tentativo di ricostruirne attivita' e collegamenti e ricostruire origine e percorso dei finanziamenti che sarebbero stati erogati in loro favore. A tale proposito, nel decreto di perquisizione emesso dal sostituto de Magistris nei confronti di Enza Bruno Bossio e di Grandinetti – per Adamo e' stato emesso soltanto l'avviso di garanzia – il magistrato sostiene che ''si configura la sussistenza di un sodalizio criminale, con distribuzione di ruoli tra imprenditori, professionisti e pubblici amministratori, finalizzato, attraverso la costituzione
    di societa' e/o la partecipazione in societa' gia' costituite che operano o dovrebbero operare in vari settori, a percepire in modo illeciti finanziamenti pubblici (nazionali, regionali e dell'Unione europea) per importi ammontanti a diversi milioni di euro. Le societa' nei confronti delle quali e' in corso attivita' investigativa – afferma ancora il sostituto de Magistris – benficiano di collusioni con esponenti delle istituzioni locali e nazionali, in particolare funzionari ed amministratori pubblici, il cui ruolo concreto in parte e' stato individuato ed in parte e' in fase di ricostruzione''.
       Collusioni, dunque. Ma con quali esponenti politici ed istituzionali? Lo stesso de Magistris, nel decreto di perquisizione, cita due delibere approvate dalla Giunta nel 2003 e nel 2004, quando pero' l' esecutivo era espressione di una maggioranza di centrodestra e l'attuale vicepresidente Adamo, dunque, non ne faceva parte. ''Si e' accertato – afferma il magistrato nell' avviso – che, pur non essendo stati ancora elargiti finanziamenti o erogazioni pubbliche in favore del Consorzio tecnologico del sud (Tecnesud), la Giunta regionale della Calabria ha adottato due deliberazioni, la n. 833 del 28 ottobre del 2003 e la n. 11 del 23 gennaio del 2004, con le quali dapprima si determinava la compatibilita' di un contratto di programma presentato dal Consorzio Tecnesud con la programmazione regionale e con gli obiettivi regionali e si stabiliva poi la compartecipazione finanziaria regionale al suddetto contratto, nella misura di otto milioni di euro''.
       Allo stato attuale, dunque, non e' ben chiaro il ruolo che sarebbe stato svolto nella vicenda oggetto dell'inchiesta dal vicepresidente Adamo. Alla Procura si continua a sostenere che i
    fatti oggetto dell'inchiesta vanno dal 2000 al 2006. Resta da chiarire in che termini Adamo si sarebbe attivato, cosi' come viene ipotizzato dall'accusa, per consentire l'elargizione di
    finanziamenti pubblici in favore della societa' alle quali era interessata, direttamente o indirettamente, la moglie.
       L'avvocato Franco Sammarco, difensore di Adamo, si dice convinto che la vicenda ''potra' essere chiarita a breve termine''. Sammarco stamattina ha avuto un colloquio col
    sostituto de Magistris, alla fine del quale e' apparso ottimista. ''Cio' che posso dire – ha detto Sammarco – e' che siamo sereni e tranquilli''. (ANSA).