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    Gazebo: Palazzo San Giorgio getta acqua sul fuoco

    via_marina2E i gazebo della discordia finirono sotto sequestro preventivo. A mettere i sigilli alle quattro strutture nel pomeriggio di ieri, proprio gli uomini della Capitaneria di Porto. Alla base, tra i fattori principali del provvedimento: una questione di mancata concessione demaniale. Ma non solo. Se è vero che i gazebo erano già sulla carta ai tempi del progetto targato FS, mancherebbe però l’atto formale del passaggio di consegne tra le Ferrovie e il Comune. Palazzo San Giorgio intanto getta acqua sul fuoco. Già oggi tutta la documentazione verrà presentata in procura, spiegano. Se manca il documento di passaggio di consegne, troppe sono invece le conferenze dei servizi con tanto di pareri rilasciati e verbalizazioni dalle varie parti. Rfi e Comune in primis. La notizia del sequestro arriva però in pieno Consiglio comunale e impiega davvero poco a fare il giro della città.


    Da un lato centro sinistra istituzionale accanto a chi singolarmente o in gruppo fino all’altro ieri aveva ribadito i suoi accesi dubbi su quelle strutture in muratura. “Il sequestro è una gran bella notizia per le migliaia di cittadini che hanno visto sorgere sgomenti le strutture dei gazebo”, ribatte il capogruppo dei Ds, Gianni Pensabene. Plauso dalla Sinistra giovanile, tra le prime a esternare dubbi. Il comitato “Amici del Lungomare”, nato ad hoc, vede quella di ieri come un’importante vittoria. Esterrefatta invece l’Amministrazione comunale che a tre giorni dalla consegna dei gazebo si trova a dover affrontare una questione che mai avrebbe immaginato. Lo stesso Sindaco si è attivato per cercare di fare luce sulla vicenda. E già oggi, si dice, verrà richiesto il dissequestro.