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    Fuda: “La solidarietà non basta più”

    fuda''Nei giorni scorsi, quando l'ennesimo tentativo di intimidazione effettuato nel nostro territorio aveva preso di mira l'amico Pino Gentile, mi sono sentito, oltre che con lui, con molti esponenti locali del Partito democratico meridionale, per verificare come e se esprimere anche pubblicamente la nostra solidarieta' e la totale vicinanza all'uomo ed al politico. Avevamo, in quella circostanza, ritenuto superfluo ribadire con una nota stampa quelle che sono da sempre le nostre posizioni nei confronti di chi ancora cerca di far sopravvivere, con la negazione della legalita' e delle piu' sacrosante regole civili e sociali, una cultura che ormai non appartiene piu' alla nostra terra''. Lo afferma, in una dichiarazione, il senatore Pietro Fuda.
       ''Eravamo convinti – aggiunge Fuda – che non dare rilevanza agli atti intimidatori che continuano a lacerare il nostro territorio ed i nostri uomini potesse essere una risposta ferma
    alla forza delle idee ed all'onesta' di chi lavora, ha lavorato e continuera' a lavorare per il bene dei cittadini e del territorio. Nonostante le intimidazioni. Eppure chi ha come unico mezzo per esprimersi taniche di benzina, armi o atti di vario genere, sempre e comunque vili, continua nel proprio esecrabile percorso di destabilizzazione della legalita' e della civilta': ieri prendendo di mira un politico, un imprenditore o un rappresentante della societa' civile; oggi la moglie di un ottimo rappresentante istituzionale come il sindaco di Cittanova Franco Morano; domani chiunque altro, rappresentando onestamente i cittadini e le istituzioni, continuera' ad operare per il bene della nostra societa'''.
       Secondo Fuda, ''esprimere solidarieta' non e' piu' sufficiente. Come non bastano gli attestati di stima nei confronti di chi ha scelto di combattere in prima linea per l'affermazione della legalita' e dei principi del vivere civile.
    Ormai la Calabria vera, quella onesta, quella che sta cercando di scrollarsi di dosso un'eredita' non propria, fatta di intimidazioni e di ricatti, conosce bene uomini e fatti. Sa distinguere perfettamente tra chi opera per il bene della collettivita' e chi invece vorrebbe tornare indietro di secoli.
    Il segno di vilta' e, in qualche modo, di impotenza che accompagna l'ultimo atto intimidatorio in ordine di tempo deve essere il nostro monito a serrare ancora di piu' le fila di un operato che sta finalmente producendo i risultati per i quali lavoriamo da decenni. Politica, istituzioni, forze dell'ordine, societa' civile devono unirsi ancora di piu' per far sentire la propria forza: la forza di chi sta dalla parte giusta e non accetta piu' le voci fuori dal coro. La forza di chi sta
    continuando a lavorare per lo sviluppo culturale, sociale e legale del nostro territorio e dell'intera cittadinanza''. (ANSA).