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    Rivolta, il pensiero dell’MSI-Fiamma Tricolore

    Dal segretario provinciale dell'MSI – Fiamma Tricolore riceviamo e, volentieri, pubblichiamo 

     

    Il 14 luglio è stato celebrato il trentaseiesimo anniversario di quella che gli storici hanno ormai riconosciuto essere stata la Rivolta del popolo di Reggio. contro i soprusi di una classe dirigente dell'epoca che voleva affondare definitivamente la città.
    La città di Reggio esplose perché si vedeva privata della possibilità di essere guida politica della Calabria.Da più parti si disse che la città era stata portata a questa reazione da un gruppo di teppisti, di eversivi e di fascisti. Invece, Reggio, insorse coralmente per diritti che non trovavano accoglimento presso il Governo..
    È con queste parole che, nella seduta del Senato del 13 luglio 1973, il compianto Ciccio Franco iniziò il suo intervento per rievocare i drammatici avvenimenti accaduti tre anni prima nella nostra città.
    A distanza di tanto tempo, anche i partiti di sinistra e la CGIL che, con la collaborazione interessata dei grandi quotidiani dell'epoca, vedevano la Rivolta come la possibilità per le forze reazionarie di combattere in tutto il paese la democrazia repubblicana, hanno riconosciuto il valore popolare e sociale dei moti.
    E da ricordare, infatti, come la situazione socio . economica di  Reggio, nel 1970, fosse, per usare un eufemismo, desolante.
    L.unico stabilimento industriale presente erano le Officine Meccaniche Calabresi che, costruite negli anni 60 con capitale Fiat . Finmeccanica , davano lavoro a circa ottocento persone.
    Inoltre, alcune decisioni del Governo, per esempio, la costruzione dell'Università della Calabria a Cosenza, avevano prodotto un diffuso malcontento nella popolazione reggina che si sentiva la cenerentola rispetto a Catanzaro e Cosenza.
    Scriveva  il giornalista Aldo Sgroj, testimone oculare di quei giorni terribili: "La Rivolta vede impegnata la gran massa dei reggini in difesa degli interessi della propria città, senza distinzione di età, sesso, classe sociale. C'erano fascisti e missini, comunisti, democristiani, repubblicani, socialisti e liberali..
    La difesa dei diritti della città fu, quindi, il vero spirito che animò i reggini.
    Che sia da esempio e monito per il futuro.
    (Prof. Antonello Lombardo – segretario provinciale MSI Fiamma
    Tricolore)