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    McDonald’s, mangiare informati

    mcdonaldMcDonald's introduce in oltre 110 ristoranti del sud e parte del centro Italia le nuove confezioni che riportano le informazioni nutrizionali dei suoi prodotti. Le stesse presentate ed utilizzate per la prima volta durante i giochi olimpici di Torino 2006. Nell’elenco, anche i punti di ristori presenti in Calabria. Calorie, proteine, grassi, carboidrati e sale insieme


    con le Guideline Daily Amounts (Gda), ovvero i valori giornalieri di riferimento, compariranno in ogni confezione. Non sorprende l’iniziativa promossa dalla multinazionale. L’aumento dell’obesità nel mondo preoccupa notevolmente. In lacune zone riguarda addirittura una persona su dieci; è causa diffusa di morte ed anche fonte impressionante di spesa per il settore sanitario dei diversi paesi. In Italia, ultimamente, è stata diffusa anche una ricerca realizzata dai giovani di Coldiretti, secondo cui “La paura che il cibo consumato possa danneggiare la salute preoccupa il 42 per cento dei cittadini europei ed è di gran lunga più temuta del rischio di criminalità (31 per cento) e del terrorismo (20 per cento)”. Problemi di linea da un lato ma soprattutto problemi di salute. Secondo l’ultima  indagine Eurobarometro “per gli alimentari la qualità è il fattore di scelta di gran lunga più importante per gli acquisti seguito, però molto da vicino, dal prezzo, mentre minore rilevanza hanno l’immagine e il sapore”. “Si tratta di un risultato che evidenzia la necessità per l’agricoltura europea di rispondere alle nuove domande dei consumatori investendo in sicurezza, sostenibilità e competitività – ha affermato Donato Fanelli delegato dei giovani della Coldiretti. La preoccupazione dei consumatori – ha concluso nell’intervento – nei confronti del cibo che portano in tavola, dipende anche dal fatto che lo sviluppo di un mercato alimentare globale aumenta il divario tra agricoltore e consumatore, rendendo più vitale per il consumatore capire dove e come gli alimenti sono stati  prodotti. Ecco perché diventa sempre più importante promuovere e spiegare il “Made in Europe”, che  non un marchio ma il risultato di un modello di sviluppo fondato sul rispetto di regole in grado di garantire sicurezza alimentare, ambientale, benessere degli animali e standard di salute pubblica”. Insomma cresce la buona usanza della “sana alimentazione”. Peccati di gola accettabili ma rigorosamente informati.