
la seconda d’Europa. “Battaglina”. Loro sono i membri del comitato “No discarica Battaglina” e sotto un tendone trascorrono intere giornate. Il presidio, da quello che ci spiega il presidente del Comitato, Espedito Marinaro, è lì “per evitare che i lavori proseguano, visto che dopo la sospensione del sindaco di San Floro, è giunta voce che la ditta stava comunque continuando il progetto” (GUARDA LA VIDEO INTERVISTA INTEGRALE DEL PRESIDENTE). Il sindaco di San Floro Teresa Procopio, dopo il parere del professore Valerio Donato (LEGGI L’ARTICOLO), ha deliberato la sospensione dei lavori, sul vincolo per usi civici, di cui il terreno, dove dovrebbe sorgere la discarica, di proprietà del Comune di Borgia, ma in territorio di San Floro, risulta essere gravato. Fino al termine della sospensione, dunque, considerato il presidio, i cittadini del comprensorio possono stare sereni. I paesi circostanti la discarica, sono tappezzati da striscioni “anti-battaglina”, questo perché la paura è quella dell’inquinamento.
GUARDA IL SERVIZIO SULLA “BATTAGLINA”
120 ettari a disposizione di una ditta, la “Sirim Srl”, che potrebbe un giorno, riempite le tre vasche in costruzione, che equivalgono solo a 40 ettari, decidere di continuare ad espandere la discarica. Tutto questo costruito su un sito che fino a qualche tempo fa poteva definirsi, considerati gli alberi secolari tagliati, una vera e propria macchia mediterranea. Le vasche, inoltre, sorgono su una serie di falde acquifere che potrebbero essere contaminate dalla discarica e che già oggi, vanno ad arricchire gli acquedotti della Sorical, la ditta che gestisce gli impianti per l’acqua della maggior parte dei Comuni calabresi, non solo quelli che forniscono il servizio idrico al comprensorio, ma anche quelli che servono Germaneto e Lido, due quartieri del capoluogo di Regione, Catanzaro (GUARDA LA VIDEO INTERVISTA INTEGRALE DEL SINDACO DI GIRIFALCO). Inizialmente, doveva essere un’isola ecologica, ma considerato, che si tratta di terreno agricolo, legalmente l’isola ecologica qui non può sorgere, dunque, si passa al progetto discarica. Progetto, che secondo il sindaco di Girifalco, Mario Deonofrio, “non – sottolinea – le distanze, relative alle abitazioni, che la Regione Calabria ha stabilito quando ha deliberato l’approvazione della discarica”. Nel caso di Girifalco le prime abitazioni sarebbero, difatti, a soli 750 metri di distanza dalla discarica. Troppo vicine per la Regione, che deliberò un limite minimo di 1000 metri.
Il 24 febbraio, presso il tribunale di Catanzaro si terrà l’udienza relativa al vincolo di usi civici sul terreno e la speranza, chiarisce l’avvocato Carlo Nanci “è quella che la cittadinanza la spunti ottenendo la restituzione di un terreno proprio” (GUARDA LA VIDEO INTERVISTA INTEGRALE DELL’AVVOCATO NANCI). Se così non dovesse essere, o se l’udienza non dovesse essere immediatamente risolutiva, se la Regione non revoca le delibere, scaduti i termini di sospensione previsti dalla delibera di Teresa Procopio, la “Sirim Srl”, avendo sulla carta, tutte le autorizzazioni, potrebbe riprendere indisturbata a lavorare per ultimare le vasche. “L’assessore Pugliano – spiega l’avvocato Nanci – ha assicurato che i permessi, le due delibere saranno revocate”. Intanto, come Ponzio Pilato “si attende – concludono i membri del comitato – che o il tribunale o l’amministrazione regionale faccia il lavoro sporco”. Sì, perché, effettivamente, i due Comuni interessati, avrebbero ogni giustificato motivo, nonostante le convenzioni stipulate ed i permessi accordati, per revocare loro stessi le autorizzazioni e mettere la parola fine alla “Odissea Battaglina”.





