
La Lombardia si sveglia più calabrese del solito. Sì, perché ha suscitato scalpore in un Comune brianzolo una gara d’appalto andata deserta.
Cose d ordinaria amministrazione, che ormai qui giù in Calabria, non suscitano lo stupore di nessuno. Eppure il sindaco di Desio, comune in questione, questa gara d’appalto fallita non riesce a mandarla proprio giù. “Non ho gli elementi per affermare che c’entri la paura dei clan – ha dichiarato il sindaco di Desio Roberto Corti (Pd) – ma è certo molto strano, non è mai successo. Non è un lavoro impegnativo, basta garantire la reperibilità dei mezzi”.
Clan e ‘ndrine nella cittadina brianzola? Certo. Ricorderete l’operazione “Golden Snow” del Maggio scorso e che portò alla luce come il semplice spalare la neve fosse un traffico presumibilmente legato alla ‘ndrangheta. La pulizia delle strade da ghiaccio e neve risultò essere affidata a società riconducibili a Stefano Parravicini e Rosario Britti, personaggi che, secondo l’impianto accusatorio, sarebbero legati a Candeloro e Domenico Pio, nomi di spicco della ‘ndrangheta lombarda, condannati a 20 e 16 anni di carcere per associazione mafiosa.
Il fatto, quindi, che a soli 5 mesi di distanza e con l’inverno dietro l’angolo nessuno di chi abbia i titoli e la possibilità per farlo, voglia spalare più la neve, suscita più di qualche dubio e perplessità. Dopo i 7 arresti, non interessa più a nessuno un appalto da 237mila euro per un servizio biennale, con 40mila euro comunque assicurate anche se non dovesse nevicare? Le ditte non hanno presenato l’offerta e la storia finisce al Senato.
Lucrezia Ricchiuti, senatrice del Pd e vicesindaco del Comune brianzolo, ha portato la questione a Palazzo Madama: “Se fossimo in Calabria, pur essendo un fatto gravissimo, probabilmente la cosa farebbe meno scandalo; qui siamo in Lombardia, nel profondo Nord. Un episodio simile a questo è avvenuto in un altro Comune in provincia di Milano, e precisamente a Buccinasco, qualche tempo fa”.
Che la gara sia andata deserta per paura dei clan, questo è tutto da provare, nessuno lo dice, ma molti lo pensano. Sempre più presente, almeno l’ombra delle cosche calabresi in lombardia. A metà Ottobre, infatti, per la prima volta un comune lombardo, Sedriano, in provincia di Milano, è stato sciolto per infiltrazione mafiose.




