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    Reggio: condannati anche in Appello gli aguzzini di Anna Maria Scarfò

    tribunale

    Per Anna Maria Scarfò è la fine di un incubo. La ragazza di San Martino di Taurianova, stuprata dal branco ed oggi residente in località protetta ha voluto assistere di persona alla condanna in sede

    di Corte d’Appello degli aguzzini che per anni hanno abusato di lei arrivando a chiederle in sacrificio anche il corpo della sorella.  Condanne sostanzialmente confermate rispetto alla sentenza di primo grado se non per qualche lieve riduzione. La Presidente del Collegio di Corte d’Appello Giuliana Campagna ha decretato 7 anni di reclusione per Maurizio Hanaman, Giuseppe Chirico, Antonio Cianci e Antonio Cutrupi e 7 anni e 8 mesi per Fabio Piccolo, tutti ritenuti responsabili degli stupri ripetuti e delle violenze nei confronti di Anna Maria.

    Una storia quella di Anna Maria Scarfò, raccontata nel libro Malanova, iniziata quando la giovane, oggi 26enne, aveva appena 13 anni. Stuprata, minacciata, usata come merce di scambio. Una storia che parla di abusi e di violenze.

    E’ il 1999 quando viene violentata per la prima volta, innamorata di un ragazzo più grande che sfrutta la sua innocenza e la consegna tra le fauci del branco, che continuerà ad abusare di lei per tre lunghissimi anni. Fino a quando, nel 2002, Anna Maria decide di dire basta. A darle il coraggio di raccontare tutto ai Carabinieri di San Martino di Taurianova, la richiesta, avanzata dai suoi aguzzini, di consegnare a quelle sporche pratiche sessuali anche la sua sorellina, più piccola di due anni. Ma Anna Maria non ci sta e decide di denunciare tutto. E’ solo allora che i suoi genitori scoprono l’orribile verità. Inizia la sequela dei processi e nel frattempo Anna Maria diviene bersaglio degli insulti e delle minacce dei parenti dei condannati.

    scarfo1A San Martino lei è diventata la ”Malanova”, la portatrice di sventure, la puttana provocatrice che ”se l’è cercata”. Il paese decide di schierarsi dalla loro parte e accusa la stampa di aver appiccicato a San Martino l’etichetta di comunità di stupratori. Perfino il Parroco e una suora di San Martino vengono condannati per falsa testimonianza. A loro Anna Maria si era rivolta chiedendo aiuto contro i suoi aguzzini. E nel frattempo continuano le minacce di morte, telefonate anonime, il cane ammazzato.

    Anna Maria vive mesi di terrore chiusa in casa con la sua famiglia. Grazie alla legge sullo stalking rientra in un programma di protezione, sarà la prima donna in Italia ad ottenere questa misura. Prima la scorta e poi, nel 2010, la partenza per una località protetta dove attualmente vive insieme alla sorella, lontano per sempre da quell’inferno di terrore.

    La sentenza di oggi pronunciata in sede di Corte d’Appello chiude un’altra dolorosa pagina della triste vicenda di Anna Maria. Le Associazioni e i tanti cittadini che da anni ormai la seguono in questo faticoso ed estenuante iter processuale possono ritenersi soddisfatti dalla sostanziale conferma delle condanne. Ancora una volta la giovane di San Martino di Taurianova esce a testa alta dall’aula del Tribunale guardando in faccia i suoi aguzzini.