CATONA (Reggio Calabria) – Una partecipazione significativa, una location particolarmente suggestiva e un dibattito dai toni pacati, concreti e trasversali hanno caratterizzato il convegno “Stretto Nord – Un piano strategico di area vasta”, organizzato dalle associazioni Ancor’arte, StrettoNord e Officina delle Idee e ospitato alla Rotonda del Lido dello Stretto di Catona nell’ambito della rassegna Stretto Nord in Festa.
L’iniziativa, moderata dal giornalista Raffaele Mortelliti, ha riunito amministratori, studiosi e rappresentanti istituzionali accomunati dalla convinzione che il futuro dell’area settentrionale della Città Metropolitana di Reggio Calabria non possa più essere affidato a interventi episodici, ma debba poggiare su una programmazione condivisa e di lungo periodo.
Assente, per sopraggiunti impedimenti, il sindaco di Santo Stefano in Aspromonte Francesco Malara, regolarmente inserito nel programma. Tutti gli altri relatori hanno preso parte al confronto, contribuendo ad arricchire una riflessione che ha trovato una sostanziale convergenza sulla necessità di avviare un autentico Piano Strategico di Area Vasta.
Un confronto senza contrapposizioni
Fin dall’apertura è apparso evidente il clima che avrebbe caratterizzato l’intera serata: nessuna ricerca dello scontro politico, ma la volontà di affrontare un tema complesso attraverso sensibilità differenti.
Il dibattito si è sviluppato in maniera equilibrata, lasciando spazio ad ogni relatore per approfondire il proprio punto di vista e offrire un contributo specifico. Ne è emersa una discussione matura, nella quale il concetto di “area vasta” è stato interpretato non come uno slogan, ma come un metodo di governo del territorio.
L’idea centrale, condivisa da tutti gli intervenuti, è che i comuni dello Stretto Nord abbiano ormai interessi, criticità e opportunità talmente intrecciati da richiedere una cabina di regia comune, capace di programmare sviluppo, servizi e investimenti.
Francesco Calabrò: la necessità di una visione scientifica
L’intervento del docente universitario Francesco Calabrò ha rappresentato il principale contributo di carattere tecnico e metodologico.
Calabrò ha evidenziato come la pianificazione territoriale moderna imponga il superamento dei tradizionali confini amministrativi. Le dinamiche economiche, ambientali, infrastrutturali e sociali coinvolgono ormai territori molto più ampi rispetto ai singoli comuni, rendendo indispensabile una progettazione integrata.
Secondo questa impostazione, il Piano Strategico non rappresenta un documento burocratico, ma uno strumento attraverso il quale individuare priorità, programmare investimenti, intercettare risorse nazionali ed europee e costruire politiche condivise.
Un approccio che restituisce alla pianificazione il ruolo di motore dello sviluppo anziché di semplice esercizio amministrativo.
Giusy Caminiti: il valore della cooperazione istituzionale
Il sindaco di Villa San Giovanni Giusy Caminiti ha posto l’attenzione sull’esigenza di rafforzare la collaborazione tra gli enti locali.
Nel suo intervento è emersa la consapevolezza che nessun comune possa affrontare da solo le grandi sfide che interessano lo Stretto: mobilità, servizi, sviluppo economico, gestione del waterfront, tutela ambientale e valorizzazione turistica richiedono una governance condivisa.
Caminiti ha sottolineato come Villa San Giovanni rappresenti uno dei nodi fondamentali dell’intero sistema dello Stretto e come proprio questa centralità imponga una programmazione che guardi oltre i confini comunali.
Il messaggio è stato chiaro: la competizione tra territori deve lasciare spazio alla cooperazione istituzionale.
Francesco Marra: il ruolo dei piccoli comuni
Il sindaco di Sant’Alessio in Aspromonte Francesco Marra ha portato all’attenzione del pubblico il punto di vista delle realtà interne.
Il suo contributo ha evidenziato come il Piano Strategico debba includere non soltanto i grandi centri costieri ma anche i comuni collinari e montani, valorizzandone risorse ambientali, culturali e identitarie.
L’integrazione tra costa ed entroterra è stata indicata come uno degli elementi decisivi per costruire uno sviluppo realmente sostenibile.
Secondo questa prospettiva, i piccoli comuni non devono essere considerati periferie, ma componenti essenziali di un sistema territoriale unico.
Massimo Ripepi: la prospettiva del Comune di Reggio Calabria
L’assessore del Comune di Reggio Calabria Massimo Ripepi ha illustrato il punto di vista dell’amministrazione comunale, riconoscendo la strategicità del progetto e la necessità di costruire strumenti capaci di mettere in rete le diverse realtà dello Stretto Nord.
Nel suo intervento è stata ribadita l’importanza di individuare obiettivi condivisi, superando frammentazioni amministrative che nel tempo hanno rallentato processi di sviluppo potenzialmente decisivi.
La pianificazione di area vasta è stata indicata come una delle possibili chiavi per affrontare in modo coordinato infrastrutture, servizi, turismo, ambiente e crescita economica.
Un moderatore al servizio del confronto
La conduzione di Raffaele Mortelliti ha accompagnato il dibattito mantenendo costantemente alta l’attenzione sui temi centrali dell’incontro.
Attraverso domande puntuali e collegamenti tra gli interventi, la moderazione ha favorito un confronto ordinato, consentendo ai relatori di sviluppare compiutamente le proprie riflessioni e mettendo in evidenza i numerosi punti di convergenza emersi durante la serata.
Il risultato è stato un dialogo fluido, accessibile anche al numeroso pubblico presente.
Il Piano Strategico come priorità assoluta
L’aspetto più significativo emerso dal convegno è stata la sostanziale unanimità registrata attorno all’idea che il Piano Strategico di Area Vasta rappresenti oggi una priorità non più rinviabile.
Le grandi trasformazioni economiche, infrastrutturali e sociali impongono infatti una nuova stagione di programmazione.
Lo Stretto Nord dispone di risorse straordinarie: la posizione geografica, il patrimonio paesaggistico, il sistema portuale, il turismo, la cultura, il patrimonio ambientale e la presenza di importanti assi di collegamento. Tuttavia, senza una strategia condivisa, tali potenzialità rischiano di rimanere frammentate.
Dal confronto è emersa la convinzione che soltanto una progettazione unitaria possa consentire di attrarre investimenti, utilizzare efficacemente i finanziamenti disponibili, migliorare i servizi ai cittadini e costruire una crescita stabile nel tempo.
Una partecipazione che conferma l’interesse del territorio
Molto positiva anche la risposta del pubblico.
La Rotonda del Lido dello Stretto si è confermata una cornice ideale per un confronto dedicato al futuro del territorio, registrando una partecipazione attenta e coinvolta.
L’interesse dimostrato dai cittadini ha evidenziato come il tema della pianificazione strategica non sia più materia riservata agli addetti ai lavori, ma rappresenti un argomento che coinvolge direttamente la qualità della vita delle comunità locali.
Un punto di partenza
Il convegno non ha avuto la pretesa di esaurire il tema, ma ha segnato un passaggio importante nel dibattito sul futuro dello Stretto Nord.
Il messaggio conclusivo è apparso condiviso da tutti i partecipanti: occorre passare dalla logica delle iniziative isolate alla costruzione di una vera alleanza territoriale, capace di mettere in rete amministrazioni, istituzioni, università, associazioni e cittadini.
La pianificazione strategica di area vasta non è stata presentata come un esercizio teorico, bensì come una necessità concreta per garantire competitività, coesione territoriale e sviluppo sostenibile.
Se questo consenso saprà tradursi in atti amministrativi e in un percorso condiviso tra i comuni coinvolti, il confronto di Catona potrà essere ricordato non soltanto come un interessante momento di approfondimento, ma come l’inizio di un nuovo metodo di governo del territorio dello Stretto Nord.







