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    Il boss Matteo Messina Denaro si era nascosto in Calabria

    “Era in Calabria ed è tornato”. Matteo Messina Denaro, ancora latitante, avrebbe trascorso un periodo della latitanza in Calabria. Lo rivela, non sapendo di essere intercettato, uno degli arrestati nel blitz disposto dalla Dda di Palermo che ha fermato 22 tra boss e fiancheggiatori del capomafia ricercato. Chi parla aggiunge che il padrino di Castelvetrano avrebbe incontrato “cristiani” (persone ndr). Durante la conversazione i due commentano il contenuto di un pizzino in cui ci sarebbero state scritte le decisioni del latitante su alcuni temi. Il biglietto non è stato trovato dagli inquirenti che intercettavano il dialogo: Messina Denaro ha ordinato ai suoi di distruggere sempre i pizzini.

    Dall’inchiesta emerge che il boss continua a comunicare così con i suoi, ma nessun messaggio è stato recuperato. “Nel bigliettino è scritto lo vedi? Questo scrive cosa ha deciso quello ha detto”. Dalla conversazione viene fuori che la madre di Messina Denaro si lamenta dell’assenza del figlio. “La madre di Matteo … che lui non scrive si lamenta, lui deve scrivere .. vorrei vedere a te. Non gli interessa niente di nessuno”.

    Un’inchiesta del settimanale l’Espresso pubblicata il 25 marzo scorso, aveva pubblicato le dichiarazioni di un testimone toscano di 45 anni che avrebbe infatti rivelato incontri avuti con il superlatitante da 25 anni, aprendo a nuovi scenari sull’ultimo boss di spicco di Cosa Nostra tra i più ricercati al mondo. Secondo la sua ricostruzione, Matteo Messina Denaro “viaggiava spesso per Lamezia Terme”