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    Accoglienza profughi: a Riace in Festival anche i CAS di Sellia Marina

    La Cooperativa “Albatros 1973 s.c.a.r.l”, ente gestore di due Centri di accoglienza straordinaria sul territorio del Comune di Sellia Marina (CZ), oltre che in diverse altre regioni d’Italia, ha partecipato nei giorni scorsi, con una piccola “delegazione”, alla manifestazione Riace In Festival.

    La manifestazione, nata dall’esperienza della politica di accoglienza e reinsediamento dei rifugiati e richiedenti asilo politico, che ormai investe sempre più amministrazioni sul territorio calabrese, verte intorno a un Concorso cinematografico che vede la partecipazione di produzioni indipendenti legate ai temi delle migrazioni, della multiculturalità, del rapporto tra paesi ricchi e paesi poveri con una particolare attenzione a opere ambientate o riguardanti il bacino del Mediterraneo.

    La Cooperativa Albatros che, solamente nel Comune di Sellia Marina, accoglie e ospita nei suoi due Centri quasi 200 giovani richiedenti asilo dalla più diversa provenienza geografica, ha voluto coinvolgere operatori e utenti in un piccolo viaggio alla scoperta di un’esperienza che da molti è indicata come un modello di accoglienza, tra i molti possibili, grazie all’impegno e al lavoro del Sindaco di Riace Mimmo Lucano.

    La Dott.sa Vincenza Vicino, Presidente della Cooperativa Albatros, ha voluto personalmente incontrare il Sindaco Lucano con lo spirito che da sempre anima l’impegno profuso nella gestione delle politiche di accoglienza che costituiscono il cuore e la missione della Cooperativa: ascolto, collaborazione, messa in rete delle buone pratiche in un clima di scambio finalizzato al miglioramento collettivo dell’accoglienza sul territorio dell’intera regione.

    Per la Cooperativa Albatros, che aspira a rappresentare per la provincia di Catanzaro un esempio di best practices nella gestione dell’accoglienza di cittadini stranieri, la visita a Riace ha rappresentato un momento di riflessione ma anche di svago e di conoscenza per i ragazzi presenti che hanno potuto conoscere un tipico esempio di borgo dell’entroterra calabrese. Perché accoglienza significa integrazione, integrazione significa intercultura, intercultura significa incontro, incontro significa crescita.

    Una crescita dettata dai numeri, ricordiamo che secondo l’ultimo Rapporto sulla protezione internazionale (Curato da Anci, Caritas Italiana, Cittalia, Fondazione Migrantes, Servizio centrale Spraar, in collaborazione con UNHCR) i profughi arrivati in Europa nel corso del 2015 sono oltre 1 milione, ma anche una crescita interiore: diventare cittadini del mondo pur rimanendo nella propria terra, attraverso l’accoglienza, e diventare cittadini attivi nel nostro paese attraverso la conoscenza.

    E’ questo che sta accadendo in Italia che, nel difficile contesto europeo, si è “riscoperta” accogliente, capace di ridisegnare il suo ruolo di paese di immigrazione in chiave nuova rispetto ad un passato recente nel quale ha prevalso la politica dei respingimenti. Ed è questo che ci auguriamo accada anche in Calabria, attraverso il lavoro di tutti i soggetti interessati e attraverso sinergie e collaborazioni efficaci, come le giornate di Riace hanno ampiamente dimostrato.