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    Vibo, Ciccone (Sappe): “Gravissima condizione lavorativa del personale della Polizia Penitenziaria in servizio alla Casa Circondariale”

    “E’ ormai diventata insostenibile la condizione lavorativa in cui si trova ad operare ilpersonale della Polizia Penitenziaria in servizio alla Casa Circondariale diVibo Valentia.

    La persistente situazione, diventa giorno dopo giorno sempre più drammatica. Tutto ciò a causa della drastica riduzione della pianta Organica (DM 2001 era di 202 unità, quella attuate DM 2013 140) ben 60 unità in meno, addirittura l’Istituto inaugurato nel 1997 svolgevano servizio ben 257 unità di Polizia Penitenziaria.

    Un profonda analisi va fatta sull’assegnazione del personale: a Vibo Valentia su 408 detenuti presenti, dei quali circa 230 appartenenti alla criminalità organizzata,operano solo 137 unità Polizia Penitenziaria.

    Il rapporto è n.01 Agente/3 detenuticon una percentuale del 33%;

    A livello regionale su 1358 Agenti e 2338 detenuti il rapporto è n.01 Agente per meno di due detenuti, con una percentuale del 52%;

    infine il dato nazionale dice che su 35.172 unità per 56.863 detenuti, il rapporto è n.01 Agente per meno di due detenuti ed è più alto della Calabria, si passa al 62%.

    Ne consegue, che l’Istituto Vibonese dovrebbe avere in pianta organica e disponibili non meno di 250 unità quindi oggi sopporta un meno 113.

    Nello specifico il lavoro dei Poliziotti Penitenziariche, di riflesso, risulta enormemente gravoso e aumentato a dismisura, con l’espletamento di turni lavorativi logoranti ed impegnativi.

    Il compito viene espletato con grande sacrificio; tanto per rendere meglio il concetto, chi opera nei reparti detentivi si sobbarca di mansioni lavorative che dovrebbero essere assolte da almeno due unità in regime ordinario.

    Nella maggior parte dei casi si assiste anche all’accorpamento di più posti di servizio, gravando ancor di più il lavoro e le responsabilità del personale chiamato ad operare.

    In virtù di ciò, risulta quanto meno difficile, attendersi che il lavoro della Polizia Penitenziaria all’interno delle sezioni detentive permetta l’affermarsi del pieno e totale rispetto della normativa vigente, evitando nel contempo che si verifichino turbative che mettano a repentaglio l’incolumità degli stessi operatori penitenziari.

    Ancora più difficile è il lavoro dei Poliziotti Penitenziari a Vibo alla luce dell’impulso alle indagini che negli ultimi tempi ha contraddistinto le Procure Distrettuali di Catanzaro e Reggio Calabria.

    E’ notorio il numero di arrestati che nelle ultime settimane sono confluiti alla Casa Circondariale di Vibo Valentia e l’attenzione che si sta dedicando alla ‘ndrangheta vibonese definita “di serie A”.

    Si consideri anche la difficoltà ulteriore di operare a stretto contatto con i rappresentanti più alti delle cosche operanti nel territorio di provenienza del personale.

    Solo per fornire altri elementi di valutazione, presso la Casa Circondariale Vibonesi vengono assegnati detenuti di difficile gestione negli altri Istituti e soggetti sottoposti a continuo monitoraggio per rischio di proselitismo terroristico.

    Un’ulteriore aggravio che si ripercuote quotidianamente in maniera incisiva sui servizi della PoliziaPenitenziaria è di certo quello che attiene al servizio delle Traduzioni e dei Piantonamenti.

    Il personale in servizio presso il locale Nucleo Traduzioni e Piantonamenti presente ogni giorno è di circa 20/22 unità (calcolando le varie assenze), è tenuto a garantire i servizi relativi ai trasferimenti dei detenuti presso le Aule di Giustizia, presso altri Istituti, nei vari nosocomi per visite specialistiche, l’esecuzione dei permessi ai detenuti con scorta ed altri servizi collegati(circa 1200 traduzioni l’anno) .

    Il personale suindicato deve altresì assicurare servizi di notifica a coloro che sono sottoposti a misure cautelari non custodiali, quali, tra l’altro, arresti domiciliari, detenzione domiciliare etc..

    Nella maggior parte dei casi, proprio per garantire i surrichiamati trasferimenti, si è costretti ad attingere personale dal servizio interno d’istituto, abbassando inevitabilmente i livelli minimi di sicurezza.

    Il dato allarmante, relativo alle eccessive mansioni, in aggravio al già di per sé esiguo personale diPolizia Penitenziaria in servizio si acuisce con l’inevitabile ricorso a prestare serviziooltre le fasce orarie previste per ogni singolo turno di lavoro, ricorrendo in tal modo (e gioco forza)a numerose prestazioni di lavoro straordinario, travalicando anche i limiti imposti dai Superiori Uffici al fine di garantire la Sicurezza nell’Istituto.

    Una situazione allarmante che richiede immediati ed urgenti interventi in attesa che il reclutamento di personale di PoliziaPenitenziaria del ruolo agenti-assistenti permetta ai Superiori Uffici di integrare le unità di personale in servizio a Vibo Valentia per assicurare quotidianamente il mandato istituzionale previsto per il Corpo della Polizia Penitenziaria.

    Nella speranzadi aver illustrato a grandi linee ed in maniera esaustiva la reale situazione in cui versa l’Istituto penitenziario Vibonese e con l’auspicio che i dati forniti possano permettere a S.E. di rappresentare le criticità che giornalmente affrontano le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria”. Lo afferma Francesco Ciccone, segretario provinciale del Sappe di Vibo Valentia.